Quando ascolto qualcuno non mi identifico come una persona bensì come presenza.

Quando qualcuno inizia a pensare all’altro come una persona, immediatamente ha un nome, una forma, opinioni ed idee a riguardo di cosa sia buono e giusto e cosa sia appropriato.

Però quando è solo una presenza le opinioni non contano, non appartengono a quel momento o a quella presenza.

Quindi se quella persona vuole dire qualcosa, se vi è una domanda allora per quel momento le risposte inizieranno ad arrivare. Ma se non vi è una domanda, solo un fatto o qualche storia, allora ascolto semplicemente con la maggior presenza possibile, che è importante quanto parlare.

E’ molto importante comprendere che in una comunicazione ascoltare è una parte molto importante, più che parlare.

Semplicemente ascoltando le persone puoi svolgere verso loro un grande servizio.

Oggi giorno le persone sono troppo impegnate non solo con il tempo ma anche con le loro menti, aspettano solo di dare la risposta. Non ascoltano realmente l’altra persona.

Però la qualità di ciò che è stato detto non è importante, bensì la qualità dell’ascolto, la simpatia o l’empatia dell’ascolto è importante.

Ad esempio, qualcuno è venuto per incontrarmi ed è una persona logorroica.

Forse semplicemente gli faccio qualche domanda. Inizia a parlare di sè probabilmente per due ore. Lo ascolto con molto interesse chiedendogli a riguardo della sua vita, alcuni dettagli, e dopo due ore è molto felice, radiante, torna dalla sua famiglia e dice ” Ho incontrato questo maestro ed abbiamo avuto un’incredibile conversazione”. Io però, non ho detto una singola parola.

Poichè ovunque lui vada non trova nessuno che sia disposto ad ascoltarlo.

In modo adatto, sii solo un’ascoltatore. La maggiorparte delle persone hanno molte cose da dire e molte emozioni da esprimere, forse semplici cose. Quando le esprimono, sentono che l’ascoltatore paziente abbia compreso i loro problemi e anche loro stessi.

La cosa importante è di ignorare o andare oltre la personalità.

Per esempio, probabilmente penso di essere una personalità spirituale, qualunque cosa questa persona sta dicendo, credo che sia mio compito prendere l’argomento e convertirlo in una conversazione spirituale, a cui devo dare una soluzione.

Anche questo è un modo per giudicare, in una maniera molto sottile la mente è sempre giudicante.

Alle volte qualcuno dice che ha una domanda, però continua a parlare attorno a quella domanda quindi so che in realtà non sta aspettando per una risposta. Vuole solo parlare.

Quando qualcuno ha una domanda genuina allora si, ascolterai la domanda ed allora inizierai a dare qualche risposta che vien fuori in quel momento. Nessuna risposta è assoluta, non hai una risposta prefissata che dai per ogni argomento a tutte le persone.

Ed è per questo che amiamo le persone che si contraddicono, qualcuno come Osho, che però lo fa di proposito poichè non è qui per fare dichiarazioni assolute.

Non c’è niente di assoluto, esattamente nel momento in cui la persona ha posto quella domanda, quello stesso momento convoglierà una certa risposta per quella persona e per quel momento.

Probabilmente dopo due anni se la stessa persona chiedesse la medesima domanda, una nuova risposta arriverebbe, completamente differente, perchè il tempo è cambiato.

Mi concentro sempre sul fatto che invece che la personalità è la presenza ad essere più importante.

La personalità porterà con se opinioni, idee e risposte che  si son strutturate nel passato.

Abbiamo visto Swami Paramananda1, alle volte si sedeva sul terreno con un contadino e iniziava a parlare con lui circa i raccolti della stagione. Dopo qualche minuto il contadino si dimenticava completamente che quell’uomo era un Guru e conosceva molte cose.

Sentiva che il suo nuovo amico era semplicemente un’altro contandino, stavano scambiando opinioni ed era a suo agio in quella situazione.

Quello che stava succedendo era che Swami Paramananda, in quella situazione aveva completamente spazzato via l’identità del Guru. Era completamente libero dal bagaglio della sua nota personalità molto facilmente. Ovunque lui andasse and con chiunque si muovesse, diventava parte di quel contesto. Non portava con sè il bagaglio del passato o della sua stessa personalità, non pensava di essere un idolo, diventava veramente come un contadino in un terreno agricolo.

Qualcosa avviene con la maggiorparte dei maestri spirituali. Non sono solo popolari quando danno sermoni sul palco, sono anche amati e ben voluti anche quando sono in compagnia di semplici persone o in situazioni ordinarie. Poichè possono connettersi molto facilmente, possono approciare qualcosa con nessuna personalità e completa presenza.

Quello è il segreto. Talvolta forse quando stai conversando con i tuoi amici, sai che stanno dicendo cose molto stupide e sei tentato da mostrare loro una direzione o un percorso. Però aspetta che chiedano per quello. Molto spesso hanno bisogno di te per ventilare le loro frustrazioni.

Subconsciamente vogliono che tu ascolti semplicemente e non che tu gli offra soluzioni.

Solo quando pongono domande specifiche puoi dargli una risposta, poichè sono pronti a ricevere altrimenti stanno solo ventilando.

E’ come se aprono una finestra e stiano solo facendo uscire il fumo, ma la porta è chiusa. Sono contenti nella loro stanza soffocante. Se ne lamentano a riguardo ma sono contenti con essa. Persino quando qualcuno piagnucola asciungando le sue lacrime c’è una parte di lui a cui piace la situazione. Solo quando questa cerca aiuto e vuole uscire dalla situazione le tue parole avranno un’impronta.

“Non sono mai qualcuno, sono sempre nessuno” quando sei in questo umore forse stai permettendo all’esistenza di agire nel suo modo naturale, che tu stia meditando, parlando, mangiando, dormendo o ti stia rilassando.

Se ricordo sempre che sono qualcuno allora spesso commetterò errori. Forniremo le nostre memorie immaginarie in ogni momento. Queste memorie sono formate dalla personalità, la quale ha le proprie idee, opinioni, filosofie, credenze e strutture.

In realtà non siamo nessuno, è solo il nostro ego e la nostra educazione che ci fa sentire che siamo qualcosa. Tutti ne sappiamo a riguardo, tutti ne parliamo, ma non è nelle nostra esperienza.

Pensa a te stesso come ad un vaso, un contenitore, da dove il respiro entra e molto sangue circola ed un sacco di energia lavora e niente di più, sei semplicemente li.

Lascia andare il bagaglio degli anni in cui hai condotto una cosidetta vita spirituale.

Quindi quando stai ricevendo qualcosa da un punto di vista azzerato allora puoi diventare completamente empatico con quella persona e diventare uno con lui.

I suoi problemi diventano i tuoi problemi, le sue idee diventano le tue idee, le sue sofferenze diventano le tue, le sue risate diventano le tue. Probabilmente non dici una singola parola ma la persona percepisce un grande senso di gratificazione e contentezza.

Non dobbiamo cercare soluzioni tutte le volte. Ciò che è richiesto è l’amore, le soluzioni sono intelletuali. Non dobbiamo provare tutte le volte che siamo più intelligenti delle persone che stanno soffrendo nel mondo. Però se riesci ad essere li, completamente con quella persona, allora quella diventa una comunicazione d’amore senza una singola parola.

Quindi per prima cosa ricorda a te stesso che quella incombenza di parlare non è il solo aspetto di una comunicazione, essere lì pienamente è più importante. Alle volte ascoltando, alle volte parlando, altre godendo del silenzio con un amico essendo prensente al cento per cento. Quello è più importante, parlare non è sempre l’aspetto principale della nostra comunicazione, quando è richiesto diventa importante.

Joydeep

www.maramia.org.in

1 Swami Paramananda e’ nato nel villaggio di Krisnadevpur a Burdwan. Ha praticato ogni tipo di Sadhana e fatto esperienza della vita nelle sue diverse sfumature. A soli 45 anni, quando ha lasciato il corpo terreno, il suo servizio aveva gia’ raggiunto ogni angolo del Bengal rurale. Contemporaneamente la sua influenza ha iniziato ad ispirare uomini e donne in tutto il pianeta.