Un ultimo cerchio…
Un ultimo grande cerchio prima di lasciare spazio al nuovo, ai nuovi incontri, ad altri cerchi composti da altre donne, altri uomini, giovani, anziani, bambini.
Non una conclusione ma un passaggio, da testimone a testimone, dopo molti anni di intenso viaggiare, portando in dono semi di conoscenza, antica saggezza ed esperienza di vita.
Le 13th Grandmothers hanno annunciato che l’incontro a Menla, agosto 2016, sarebbe stato l’ultimo.
Così il grande raduno dello scorso anno, non lontano da New York City, ospiti della Tibetan House of Healing, dove il Dalai Lama spesso soggiorna, è stato l’occasione per incontrare le 13th Indigenous Grandmothers, ancora una volta tutte insieme.
Donne, sciamane, guaritrici, messaggere di pace e annunciatrici dell’auspicabile necessario cambiamento del Pianeta.
Queste donne, nel corso del tempo, hanno risvegliato l’attenzione per la Natura, l’ambiente e la corrispondenza di ognuno con ogni altro essere, l’importanza di un’educazione che rispetti ogni diversità , l’attenzione alla Terra, ai suoi abitanti, e l’onorare la memoria di chi ci ha preceduto, gli antenati.
Esseri che, prima di noi, hanno lasciato la loro presenza, la loro esperienza di vita, la loro antica saggezza.
Questo nostro piccolo grande universo in miniatura contiene ogni passaggio, ogni variazione, ogni movimento.
Ogni nuovo passo, pensiero, azione, non possono che essere mossi dal desiderio di servire il pianeta che abitiamo, ricordandoci sempre che ciò che semineremo sarà il raccolto per le future generazioni.
Includere tutti senza escludere nessuno.
Nuove strategie, nuove forme, espansione.

Trasformare ogni intenzione in creazione che aderisca a questo momento che stiamo vivendo, nel presente, ora.
E rompere strutture oramai troppo obsolete, troppo strette.
Siamo tutti interconnessi, e ognuno respira l’altro, ognuno è l’estensione dell’altro.
L’effetto di ogni nostra azione, pensiero, crea tracce di presenza in tutto e tutti.
Diventiamo allora più responsabili delle nostre azioni ed intenzioni nei confronti della Terra e degli esseri che ne sono i cittadini.
Gli alberi, i fiumi, le piante, l’aria che respiriamo, l’ acqua che è la nostra stessa fonte di vita.
Rispetto per le creature del mondo così detto animale.
Anima-li, e il popolo delle nubi, gli abitanti dell’aria e delle acque, della terra, del cielo.
Possiamo determinare la creazione o la distruzione.
Diventiamo consapevoli di questo nostro potere, imparando ad essere cocreatori.
Grandmother Agnes appare ancora più grande e radicata come una montagna, mentre parla alle molte persone sedute che, dai luoghi più vicini e lontani di questa terra, si sono radunate qui per ascoltare lei e le altre Sisters.
Nuotiamo nel fiume sotterraneo che ci scorre dentro e che ci anima, si anima, dono di infinita bellezza e intelligente procreazione.
Queste parole vibrano in ognuno di noi, presente qui a Menla in questo “last gathering”.
Il cerchio delle 13th Grandmothers si è creato molti anni fa, grazie ad una profezia…13 Donne si incontreranno ed, insieme, creeranno un Cerchio di condivisione e testimonianza, per creare altri cerchi di conoscenza, consapevolezza, crescita.
E nel tempo, il Cerchio è cresciuto potente e forte, seguito da moltissimi, ovunque nel mondo.
Ogni incontro una magia, un contatto con la Natura e gli Elementi, la sacralità e l’antica saggezza delle molte tradizioni.
Ognuna delle Grandmothers porta, ed ha portato nel cuore, in modo compassionevole e appassionato, quel dare voce a chi non ha voce, l’essere al servizio di ogni creatura, ogni essere, ogni creazione che ha respiro e coscienza di vita.
Un’ alleanza di amore e solidarietà verso ciò che siamo e la memoria che chi ci ha preceduto.
13 donne che hanno, in tutti questi anni, circumnavigato il pianeta, in lungo e largo, per testimoniare il valore dell’unità nelle diversità e la forza di tale profonda unione.
Dal Brasile all’Amazzonia, dal Perù all’Africa, Tibet, Nepal, South Dakota, Alaska, Mongolia, Nuova Zelanda, Giappone, Messico.
Ognuna con le sue pratiche sciamaniche e le proprie erbe di guarigione, i mantra e i mudra, le danze di accompagnamento ai rituali, la trance.

E l’appartenenza al proprio “popolo” come semplice manifestazione del Grande Spirito, di quella forza Creatrice che soffia in noi il vento dello spirito, della luce e della polvere.
Dopo tanto peregrinaggio e assemblea di esseri, è tempo di dare spazio ad altri cerchi, di passare il testimone.
Come un sasso gettato nell’acqua, altri cerchi si formeranno, come molti già sono stati creati.
Così le Grandmothers escono di scena, ma restano presenti e sempre disponibili ad essere di aiuto e sostegno a chi lo chiede.
Magia ed incantamento…parole medicina, benedizioni, preghiere.
Silenzio e ancora canti e gioia nella semplice unità di condivisione.
Nella grande radura che ci ha accolti, la presenza del Teepe, la tenda cara alla tradizione degli Indiani d’America.
Molte tribù presenti, vestite nei loro abiti rituali: Sioux, Cheyenne, Dakota, Lakota, Nakota, e molte altre etnie, e, al centro del grande cerchio, la Ruota della Medicina nella Sacra Geometria nelle quattro direzioni.
Al mattino, mentre il sole si affaccia, i tamburi già suonano e, alla sera, il loro ritmo saluta la luce che si ritira accogliendo le ombre della sera.
Nell’aria il crepitio delle fiamme canta e pare danzare…gli spiriti sono con noi.
Durante i rituali, tenuti da ognuna delle Grandmothers, il fuoco, acceso giorno e notte, viene governato dai firekeepers, i guardiani dell’anima del fuoco.
Li ho visti sussurrare alle fiamme e parlare con gli alleati invisibili, disporre con estrema attenzione la legna da ardere e, alla fine di ogni giornata, riporre la cenere, the sacred ashes, per poi donarla ad ognuno dei presenti.
Ogni rituale, nella sua lunga attenta preparazione, ci ha portato in uno spazio senza tempo né dimora.
Nel cielo sono apparsi, all’improvviso, libellule, aquile, messaggeri evocati per testimoniare la bellezza e il potere dei rituali e delle forze della Natura.
Ci sono state anche parole, poche, scelte, testimonianza di una intera vita dedicata al sacro e al suo apparire, sottilmente, nel volo di un passero, nel delicato muoversi delle fronde di un albero, come in una foglia portata via dal vento.
Presenza, ascolto, attenzione, azione.
Farsi ascoltatori silenziosi, capaci di vedere quello che non appare ma è.
Sensibilizzarsi e saper decifrare i segnali dal mondo dell’invisibile che è parte di noi, del nostro essere.
Ritornare alle antichissime tradizioni nel rispetto del principio della vita e di ogni sua manifestazione, in assenza di giudizio.

Proteggere ciò che non è separato da noi, ma è noi!
Avere cura infinita della Creazione che noi siamo, questo il messaggio di ognuna delle Grandmothers, interrompendo l’abuso e la violenza verso ogni essere.
L’ ultimo giorno, mentre il sacro fuoco si va spegnendo, nei nostri cuori resta il sussurro del vento che, improvviso, muove le cime degli alberi e sembra volerci dire qualcosa.

L’ eco di qualche tamburo in lontananza, i firekeepers raccolgono le ceneri…molti restano seduti, vicini al grande fuoco oramai spento, ad occhi chiusi, in meditazione.
I bambini giocano e si rincorrono sul grande prato. Una grande pace avvolge tutto, e ogni cerimonia lascia dietro se tracce di indistinto riconosciuto dall’anima.
L’energia è vibrante e ognuno è consapevole di partecipare ad una offerta straordinaria, un dono.
Le cerimonie sono finite ed ogni rituale lascia tracce di fiori, offerte, incensi, piume, tabacco.
La grande pipa, il calumet è stato acceso molte volte e fumato in accordo.
I canti degli Indiani d’America hanno accompagnato le nostre giornate e gli storytellers ci hanno intrattenuto con le molte storie testimonianza delle loro tribù.
Storie di guerrieri e cacciatori, grandi capi e grandi donne, sciamani e guaritori.
La fantasia si accende e restiamo incantati…
Alla fine, il fuoco che si è consumato in queste giornate, ha trasformato il nostro incontro.
La sensazione è di sentirsi parte di tutto ed essere con tutti in modo avvolgente e potente.
I rituali ci hanno passato la forza della Creazione, quel principio che ci muove e ci trasforma, così come il grande fuoco.
Lasciamo Menla, portandola con noi, andando verso il nuovo, testimoni dell’alleanza segreta e potente della forze della Natura e l’umano, quando esse si incontrano e si riconoscono.
Lo spirito di queste donne, Grandmothers, la loro saggezza è parte di noi, così i semi da lanciare nel nuovo vento del cambiamento.

Sabina Cesaroni

sabina_cesaroni@yahoo.it