Non puoi davvero praticare la Meditazione, come se fosse un obbiettivo che la mente si prefigge di raggiungere. La puoi solo essere, lasciandoti andare alla natura profonda del tuo Essere che è Consapevolezza, Silenzio, Pace.

Tecniche e pratiche che supportino l’idea che tu possa raggiungere l’Eterno attraverso una azione del tempo non posso che fallire, o portare a un risultato temporaneo.

La mente quieta prodotta da uno sforzo intenzionale non è Silenzio, ma uno stato temporaneo che è presente durante la pratica e dopo di essa cessa di esserlo. Il Silenzio testimonia l’inizio della pratica, la sua durata e la sua cessazione e non cambia in se stesso, è Immobilità stessa.

Pratiche o tecniche che lascino intendere che ci sia qualcuno che possa portare avanti quell’azione non possono portare all’estinzione del concetto di ego. L’idea di un qualcuno che intende dissolvere l’ego lo mantiene in una forma più sottile, laddove il Silenzio guarda quell’intenzione che è sofferenza in stessa e la contempla.

Nulla di quello che accade può portare alla Pace perché essa è prima di ogni cosa, prima di ogni azione.
L’onda del mare che nasce dalla profondità dell’Oceano non lo racchiude, e così la singola azione non includerà la vastità da cui ogni azione proviene, Consapevolezza, Silenzio.

Guarda il respiro accadere, esiste forse un qualcuno che lo lascia emergere da quell’assenza di te da cui proviene ?
Guarda il pensiero, sei stato tu a crearlo o a dissolverlo? E quando sparisce in cosa si dissolve ?

La Meditazione accade, e in essa sparisce l’idea di qualunque ottentimento, tu sparisci nel Momento Eterno, che e’ l’unica cosa che esista.
La Meditazione fiorisce, al massimo potresti avere l’impressione di aver preparato il terreno, come un giardiniere dell’anima, ma quando sboccia ti accorgerai che tutto il tempo quella preparazione non era stata fatta da te ma attraverso di te.

Shakti Caterina Maggi

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