copertina-matrika-2
tu-bianco

Cadon le foglie al rinfrescare dei venti e al primo arrossire dei boschi… 
I frutti ormai son giunti al suolo e i semi sapranno attendere il tempo di tornare ad anelare il cielo.

Nell’emisfero boreale di un pianeta che trae luce da una stella, vi sono ancora esseri umani non dimentichi dei cicli, delle stagioni che ci esplodono dentro e dell’immensa potenza della Terra che abitiamo.

“Mentre un’immutabile maggioranza dominante continua a ripetere la sua disfatta, nuove sfide evocano inaudite risposte creative” scriveva nel secolo scorso lo storico Arnold Toynbee.

Ogni tempo per la nostra specie ha avuto le sue difficoltà e le sue paure… cambiamenti, trasformazioni che da sempre hanno fatto vacillare vecchi schemi, ruoli e presunte certezze. 

Matrika nasce dalla disposizione alla bellezza che c’è già, vive in modalità organismica, senza centri, priva di gerarchie. Alle strutture formali sancite dai contratti legali abbiamo preferito la fiducia nella sincerità delle relazioni, la profondità degli sguardi e il calore degli abbracci. 

Abbiamo scelto di metterci in discussione, imparando nella via ad ascoltare ed ascoltarci.

Stiamo iniziando a smettere di avere proiezioni verticali, di cercare maestri e verità. Non ci aspettiamo dall’alto soluzioni, traiamo fiducia dal nostro intuito, dalla nostra forza e creiamo insieme a chi ci sentiamo affine nuove possibilità.

A piccoli passi, ognuno col suo ritmo, scegliendo gli strumenti che più ci sentiamo adatti.

E se il modo fosse proprio la leggerezza ?
Quando questa nasce dal soffio vitale, dalla caducità delle cose e dalla loro stessa longevità, si creano mondi, si creano, possibilità dell’essere.
L’essere in divenire lascia andare ciò che prima è stato.
tu-bianco
E se ogni esperienza ci ricorda chi siamo…
Lasciamo pure ogni identità e fluiamo nel magma infinito dell’energia per approdare non in porti sicuri ma in lingue di terre inesplorate.
Per poi, ancora, ripartire…

 

 

 Sabina, Jerry e Nadeshwari
tu-bianco
sommario-matrika2
tu-bianco

Immagine di copertina:

“IRANYAGARBHA, il grembo dell’universo”

di Patricia Lee Nicholls  1996 

39-1/2” x  27-1/2”  (100 x 70 cm)

Tecnica mista su carta preparata incollata su legno

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva