Giro giro tondo danzando muovo il mondo
si muove anche la terra…
                                                            
du
tu-bianco
Danzano i pianeti, le stelle, gli elementi…
La vita, espansione e contrazione continua, riecheggia il movimento del cosmo seguendo l’onda del suo respiro vitale, principio della vita stessa e del divenire.
“Si potrebbe assomigliare il moto delle stelle a una danza. Una volta che essa abbia una sosta, solo l’intero movimento, eseguito dal principio alla fine, riuscirà perfetto in ogni momento. Ma se è in ogni momento perfetto, non ha, allora, bisogno di tempo in cui debba essere compiuto e neppure di spazio. E se così è, di conseguenza, non può nutrire aspirazioni, ne è vincolato a misure di tempo e spazio, ne, infine, avrà memoria di queste cose.” (Plotino)

DanzatoreUna danza eterna, imperitura, movimento che è silenzio, assenza di definizione tanto racchiude la perfezione del suo stesso principio cosmico.
Un punto immobile, “bindu”, conversione energetica delle infinite possibilità di manifestazione, principio di creatività infinita, spazio che si forma e, muovendosi, ” danza” il suo esistere, essere, apparire.
“Il punto che è l’acme della norma è il centro immobile di una circonferenza lungo il cui perimetro ogni contingenza, distinzione, singolarità si risolvono” (Ch’uang Tzu).
Il motore immobile, da cui tutto diparte e a cui tutto torna.
Nella danza, ruotando attorno al proprio asse vengono a rappresentarsi i movimenti dell’universo, dei pianeti e degli atomi, delle galassie e degli elettroni, avvicinandosi…allontanandosi, attraverso spirali che creano punti di forza,  avvolgenze, bilanciamento nelle polarità.
Forme che nascono dalla Geometria sacra, dalle  prime antichissime manifestazioni della vita, la Matrix, la Grande Madre, la forza creatrice che plasma il Cosmo con grande maestria e lascia dietro sè mirabili penellate di bellezza, passione, armonia, intelligenza, creatività.
Tale è la misura del movimento, della danza del nostro essere…esistere in assaggi di forma per ognuno così diversi e unici, irripetibili.
Triangoli, cerchi, quadrati, piani orizzontali, verticali, obliqui, profondità e spazi.
Ruotare intorno al proprio asse, esplorando l’universo fuori dagli stretti confini fisici.
Penetrare, piroettare, restando “sospesi” in assenza di peso specifico…assaporare il vuoto per poi riguadagnare il peso dei piedi a terra.
Giochi di tensioni che si sviluppano in forze, linee, volute. Tensioni dinamiche che creano architetture dell’essere.
Ci arrampichiamo lungo la spirale che ci include come lungo una colonna, la nostra colonna vertebrale, magnifico radar di ascolto e comunicazione.
Potente albero della vita le cui radici affondano nel cielo e i cui rami si protendono verso la terra.
Tra cielo e terra, un ponte tra ciò che è e ciò che appare..
Danzatore 2
E come abili funamboli si impara a camminare lungo il filo dei mondi possibili danzando le infinite possibilità di esere, lasciando tracce di memoria che ancora si muove nell’universo.
Danzando, nell’essere danzati, l’energia ci muove e smuove, compiendo un atto di meravigliosa guarigione, riallineando i punti della  complessa ragnatela di connessioni energetiche, fisiologiche, psichiche.
Un architettura di luce che crea la vita e le forme che la contengono, la  vita che siamo.
Luce che danza e muove ogni forma pensiero traducendola in azioni, espressioni, emozioni.
Avvolgenze luminose…scie silenziose e vibranti.
La danza della vita accompagna i nostri gesti con una sacralità antica e ancora misteriosa.
Assaggiamo allora ogni passo, gustandone l’unicità e la meraviglia.
Lasciamoci travolgere da questo vortice nella sua profonda vertigine!
Partecipiamo al valzer degli incontri e degli addii, alle parole dette o mai sussurrate, agli abbracci e ai vuoti, percependo quanto infinito movimento possa essere contenuto nella stessa immobilità.
Ognuno di noi è il sacro danzatore, colui, colei che compone il proprio muoversi, l’architettura del proprio essere, le traiettorie dei passi, gli slanci, i ritmi, i suoni che guidano le nostre coordinate vitali.
Danzare la vita, danzar sé, lasciando che la stanza ci venga dietro, senza timore, nell’estasi di una vertigine che ritrova il  proprio centro affondando nelle radici del movimento cosmico.
Sabina Cesaroni
sabina_cesaroni@yahoo.it