La legge basilare dell’universo e’ l’economia. L’universo,  infatti, non spreca neanche un singolo quark ed ogni cosa e’al servizio del tutto, in perfetto equilibrio David R.Hawkins psichiatra

Siamo un sistema in continua trasformazione e il nostro cervello, cosi’ come il nostro corpo, ha la capacita’di modificarsi in base all’esperienza, ogni singola nuova esperienza di vita.

Quindi, ogni attimo, continuamente ci trasformiamo ancora ed ancora. Ogni nuovo respiro e’ ponte fra cielo e terra e fonte di nuove informazioni, intuizioni, creazioni.

Suoni, colori, forme, pensieri, azioni, immagini si muovono in questo caleidoscopio di infinite nuove possibilita’

in una spettacolare interconnessione.

Siamo esseri multidimensionali e collegati ad ogni sussurro che sia…vicino o lontano in questo nostro universo.

Ma… se non siamo piu’ quello che un attimo prima eravamo, se la trasformazione ci accade addosso, allora il futuro e’ gia’parte di noi, in ogni atomo, cellula che racchiude la storia dell’infinito, ed e’ gia’ qui, ora, nel presente. Accade ad ogni respiro ed ogni intenzione e’ gia’ divenire, futuro sogno, realta’, luce che si fa creazione, materia.

Nel nostro corpo ogni organo ha l’abilita’ di rigenerarsi e l’intelligenza di guarire, ricostruirsi.

 

Allora perche’ questo affanno nel cercare di fermare, possedere la conoscenza sigillandola, definendola, restringendola a categorie.

Perche’ questo tentativo di fermare la fluidita’ dell’essere in contrazione ferma senza sviluppo?

Perche’ continuare ad ostinarsi e non scivolare, invece, nel processo di una costante trasformazione?

Certezze, sicurezze che rendono piu’ facile la vita?!

Mi identifico, possiedo quindi sono.

Questo pensiamo essere la nostra realta’?

Continua a riecheggiarmi dentro il refrain di una famosa canzone, hit dei 4 di Liverpool, al secolo i Beatles.

Let it be.

Lascia che sia

Whispering words of wisdom, sussurando parole di saggezza let it be, lascia che sia.

Lasciare non e’ parola facile e la materia ci porta a creare densita’ anche nei pensieri, nelle azioni, dimenticando

altre piu’ alte frequenze, altre piu’ alte memorie di noi.

Lasciare che le cose siano, soprattutto quando non sono al meglio non e’ proprio facile risoluzione e tanto meno

lasciare dopo aver a lungo cercato di resistere.

Rinunciare appare una vera disfatta, toglie forza e volonta’ al nostro senso del resistere.

Abbiamo dimenticato l’espansione e la resilienza, l’ascolto e l’ascoltare per continuare ad apprendere che siamo in orbita nello stesso spazio-tempo creato da noi medesimi.

L’ego pero’ non ama molto le sconfitte e ancora non ha capito di essere solo parte della storia che siamo.

Abituati ad avere, ottenere a proprio vantaggio, sempre contratti e molto poco espansi.

Avere e non condividere, ricevere piuttosto che dare, meno che mai accontentarsi cosi’ da avere ancora di più!

Spinti ad accumulare per sentirsi protetti, sicuri, non riconosciamo più la straordinaria forza dell’espiro, quel lasciare cosi’ fisiologicamente naturale e sano.

Quel respiro che e’ la forza vitale.

Quella forza dell’arrendersi al cambiamento.

Non trattenere e stare nel presente, in cio’ che e’, senza disperdersi, senza disperdere energia inutilmente.

Difficile e possibile.

Ma la mente non riesce a limitarsi, vuole afferrare proprio tutto, persino la stessa mente!

Come un criceto che nella sua gabbietta continua a girare, girare, girare sulla ruota per poi fermarsi un attimo, annusare l’aria intorno e via, ancora tornare a girare, girare.

Senza via d’uscita, copiandosi addosso.

Ogni creazione, ogni quark ha il suo perche’ e il suo movimento e’ al servizio del tutto, in equilibrio e connessione.

Anche noi lo siamo ma lo abbiamo dimenticato, cancellato dalle geografie delle possibilita’.

Un grande Sangha umano.

Naturalmente insieme, lasciando spazi aperti al Nuovo che si affaccia, senza possedere, in liberta’ e condivisione.

Se invece ci opponiamo a tale “naturalmente”, alla natura del profondo significato dell’origine della vita e delle sue leggi, energetiche, fisiche, sottili, scientifiche, spirituali, come del resto facciamo riuscendoci molto bene, arriveremo dove oramai siamo, ad un punto di non ritorno.

Almeno per quello che noi crediamo, cosi’ contratti nel nostro stesso immaginare e non piu’ capaci di sognare e in grandezza!

In realta’ il punto Zero e’ l’origine di ogni nuovo accadimento e la dissoluzione solo un “riciclare” e riordinare quel caos che in realta’ sottintende all’ordine.

Siamo al momento incapaci di immaginare un’ altra realta’, e continuiamo a minacciare l’equilibrio di questa nostra geometria cosi’ complessa, organizzata in una raffinatissima ragnatela invisibile, visibile, di sviluppo e vita.

Forse non ci e’ ancora molto chiaro il termine Natura che magari spalanca davanti ai nostri occhi immagini di rara bellezza…distese di prati ed alberi, fiori e creature del regno animale, vegetale, di tutto di piu’.

E come nei migliori documentari ecco apparire la Polinesia o la Svizzera, poi le vette innevate dell’Himalaya o il Marocco, le dune, gli spazi del deserto…

Magari anche solo il giardino del mio vicino con quel generoso albero carico di frutti che fa capolino.

Tale e’ la potenza della manifestazione della Natura che noi siamo.

Ma la nostra mente sembra riconoscere solo quello che ci e’ stato insegnato o che abbiamo tenuto come immagine  impressa sulla retina dei nostri occhi.

Siamo molto piu’ antichi e infiniti, siamo ogni immagine che creiamo e ancora di piu’.

Let it be…

Lasciamo che la conoscenza, la memoria, l’ologramma del tutto che siamo, respiri profondamente la sua essenza, storia e rappresentazione.

Un approdo ai “confini della realta” per capire la nostra “vocazione”, come Hillman direbbe. Che la nostra “ghianda” trovi la sua espressione in questo vasto progetto. 
E ritornare a sognare, sognare attraverso nuove dimensioni, come gli sciamani insegnano e ci dicono ora piu’ che mai, avvertendoci dell’importanza del cambiamento.
Let it be, fluire, accendere quel fuoco di passione che brucia il tempo, il nostro tempo lineare, per trasmutarlo in Luce.
Ascoltare I segnali che ci aiutano a capire cosa non funziona piu’. Quei muri del passato che sono stati abbattuti ma che nuovamente sono stati ricostruiti.
Noi siamo il Cambiamento, noi siamo la Profezia.
Be the change” anche Gandhi ce lo ricorda.
Let it be come l’Acqua che scorre, pulisce e non teme di perdere la sua identita’ perche’ sa di essere l’Oceano.
Let it be come il Fuoco sacro della trasformazione che brucia non per consumare ma accendere il nostro entusiasmo, la nostra gioia.
Let it be come l’Aria che ad ogni respiro entra ed esce ricordandoci che siamo un ponte, quel ponte tra terra e cielo.
Let it be come la Terra la cui gravita’ e’ possibile ascesa del nostro essere.
Let it be come lo Spazio infinitamente infinito, oltre ogni pretesa umana di misurazione verso la liberta’.
Whispering words of Wisdom…
Let it be.
 
                                                “…equipaggiati dell’antica conoscenza e della moderna
                                                   visione che ci arriva dalla fisica moderna, particolarmente
                                                   dalla fisica quantistica, possiamo riscoprire cio’ che gli
                                                   Antichi avevano visto e riconosciuto.
                                                   Un modo nuovo  di vedere l’antico modo “

                                                                                          Fred Alan Wolf – fisico     

Sabina Cesaroni

sabina_cesaroni@yahoo.it