La psicologia transpersonale nella vita quotidiana

Premessa

Dal 1969 data della pubblicazione del primo numero del Journal of Transpersonal Psychology, innumerevoli sono state le definizioni con le quelli i diversi esponenti hanno cercato di comunicare il senso di una psicologia in grado di esplorare le dimensioni più ineffabili della psiche umana.

Personalmente credo che una visione transpersonale rappresenti la naturale destinazione del viaggio evolutivo della coscienza umana su questa terra.

Comunque la si definisca, comunque la si persegua, la prospettiva transpersonale viene a noi, affiora alla coscienza, si presenta alle soglie del nostro cuore a un certo punto del nostro cammino di realizzazione.

Uni strumento semplice e infallibile per comprendere cosa intendono gli esperti quando ci parlano di dimensione transpersonale è quello di chiudere gli occhi e restare in silenzio.

Dopo una manciata di secondi la dimensione transpersonale bussa alla nostra porta, magari sotto forma di una strana sensazione di pace, di pienezza vuota, di fluidità, di leggerezza, oppure invece si presenta a noi nel suo versante oscuro: pensieri incalzanti, giudizi, tensioni, paure, fantasmi di ogni sorta.

A questo punto per meglio comprendere potremo pensare alle fiabe che la tradizione popolare ha tramandato fino ai nostri giorni: Cenerentola, Biancaneve, la Bella Addormentata nel Bosco, Cappuccetto Rosso.

Se preferiamo rivolgiamoci alle grandi opere della cultura universale: Odissea, Divina Commedia, Mahabarata, o ai grandi miti, primo tra tutti il Mito dell’Eroe.

La struttura dell’esperienza evolutiva della coscienza umana sembra passare da una prima fase di relativa incoscienza di Sé, ad una fase di morte e rinascita, caratterizzata dal superamento di prove, al lieto fine, caratterizzato dal risveglio a una nuova vita.

L’esperienza transpersonale è scritta nella storia dell’umanità, scritta con il sudore, il sangue e le lacrime.

Un dono che credo vada profondamente onorato.

La prospettiva transpersonale

La prospettiva Transpersonale incarna i presupposti del nuovo paradigma integrale e“mira allo sviluppo di persone sagge e mature, risvegliate alla solidarietà verso l’umanità e alla reverenza verso la natura, che contribuiscano al benessere della vita umana”.

Con il termine transpersonale si vuole indicare ciò che sta oltre la personalità intesa come “maschera”, come il livello di esistenza dell’essere umano che ne vela l’essenza e le più alte potenzialità.

L’approccio transpersonale mira allo svelamento di tali potenzialità più intime nella direzione del contatto con la vera natura dell’essere umano, vera natura che vive nell’integrazione dei livelli di esistenza dell’individuo: fisico, emotivo, energetico, mentale e spirituale.

Nel fare questo, l’approccio transpersonale si richiama alle antiche tradizioni sapienziali e mistiche, da cui ricava il proprio bagaglio di conoscenze pratiche e teoriche, conoscenze che si ritrovano nelle affermazioni della Filosofia Perenne.

La visione Transpersonale si propone come veicolo di mediazione tra i metodi di ricerca del certo e

le vie di accesso al vero, invita al recupero e valorizzazione dell’intuizione mediante l’esperienza interiore di ordine trascendente come strumento di indagine della realtà.

La psicologia Transpersonale

La psicologia Transpersonale intende porsi come una disciplina che onori l’intera gamma dell’esperienza umana, incluse le qualità e le potenzialità più elevate.

Grazie all’apporto di tradizioni sapienziali al di fuori della dominante cultura occidentale, la psicologia Transpersonale riconosce la necessità di stemperare e di correggere la predominanza della mentalità razionalistica, inaugurata dal paradigma Newtoniano-Cartesiano restituendo la giusta considerazione e il giusto rispetto, da un lato, agli stati non ordinari di coscienza che rivelano piani di esistenza ontologicamente reali, dall’altro alle antiche cerimonie con le quali la Spiritualità (intesa come uno speciale tipo di relazione tra l’individuo e il cosmo, diverso dalla religione) si è manifestata nel corso della giornata evolutiva dell’essere umano.

Nonostante il sospetto e le accuse con le quali la psicologia Transpersonale è stata accolta in ambito accademico nei primi anni della sua vita, accuse che la tacciavano di “irrazionalismo” e di “non scientificità”, i nuovi concetti e le nuove scoperte rivoluzionarie in varie discipline scientifiche si sono affiancate alle asserzioni della psicologia transpersonale offrendo a queste sostegno e garanzia di validità

La visione Transpersonale si pone come elemento di riconciliazione tra la scienza e la spiritualità basata sull’esperienza, come sintesi tra scienza moderna e saggezza antica.

La psicoterapia transpersonale

Nello specifico lo psicoterapeuta transpersonale accompagna il cliente attraverso pratiche transpersonali derivate da antiche discipline spirituali fondate sulla meditazione o sulle nuove metodologie delle psicoterapie esperienziali. Il processo che ne consegue, da un’iniziale esplorazione del mondo interiore, costituito da sensazioni, emozioni, percezioni senza apparente significato (esperienze astratte secondo Grof, fase prepersonale secondo Wilber), conduce verso l’indagine ed il graduale affrancamento dalla propria storia personale, (esperienze biografiche in Grof, fase personale in Wilber). Ciò determina il passaggio attraverso esperienze di radicale trasformazione (esperienze di morte-rinascita secondo Grof) e l’accesso alla dimensione transpersonale, luogo delle qualità spirituali e della “vera natura” (esperienze trans personali secondo Grof, fase transpersonale secondo Wilber).

Psicologia transpersonale e vita quotidiana

Forse una delle comprensioni più grande alle quali una visione transpersonale può condurci è quella dell’interconnessione di tutte le cose.

Tale comprensione, così come abbiamo visto per le fiabe e il mito, accompagna la storia dell’umanità dalle sue origini a dimostrazione che esiste un “luogo” uno “stato di coscienza”, uno sguardo, dal quale chiunque possa coglierne la verità.

Mitakuye Oyasin recita la preghiera Lakota, tutto è interconnesso, siamo tutto fratelli, allo stesso modo la civiltà greca declina il concetto secondo forme più articolate: Platone parla di “iperuranio o mondo delle idee”, Pitagora di “affinità di tutte le cose” Eraclito, di “Panta Rei”, tutto scorre e Ippocrate così si esprime: “Esiste un flusso comune, un comune respiro, tutte le cose sono in simpatia”.

Più tardi Plotino definisce la sua visione unitaria della via in su e della via in giù che poggia sul concetto di “Anima Mundi”.

Nel medioevo il concetto dell’anima mundi che veicola le idee platoniche nell’organismo viene poi ripresa da Campanella per il quale ogni essere vivente è animato e tendente contemporaneamente a un proprio fine e a una meta universale.1

Allo stesso modo Liebnitz con il suo concetto di monade concilia la visione aristotelica dell’entelechia con quella neoplatonica2 concependo che tutte le sostanze fossero costituite sia da particelle materiali che immateriali e che di conseguenza fossero centri di forza ad un tempo materiale e spirituale e che tutte le differenze tra sostanze ed entità sono semplici differenze di grado di spiritualità (coscienza).

Possiamo continuare con gli alchimisti e alle loro pratiche di trasformazione sincronica tra mente e materia, oppure con Pico della Mirandola: “In primo luogo esiste un’unità nelle cose dove ogni cosa è una con se stessa. In secondo luogo esiste un’unità dove una creatura è unita con le altre e tutte le parti del mondo costituiscono un solo mondo.”

Allo stesso modo il concetto di interconnessione sta alla base delle grandi filosofie e religioni orientali come il Taoismo, il Buddismo, l’Induismo e il Tantrismo.

Potremmo anche pensare all’esortazione Cristica: “ama il tuo prossimo come te stesso” e per tornare in occidente considerare le tradizioni divinatorie come quella dei tarocchi o delle rune celtico-germaniche, così frettolosamente stigmatizzate dall’arrivo della scienza.

Dopo la lunga pausa tuttora in vigore nel mondo della scienza accademica, una pausa di diversi secoli durante i quali incomprensibilmente e, visti i risultati anche comprensibilmente, gli sforzi dell’umanità si sono concentrati sulla materia, trascurando la dimensione della coscienza e dello spirito, è ormai da oltre un secolo che il nuovo paradigma emergente sta operando per la reintegrazione del “versante scordato”, la coscienza nell’ambito del discorso scientifico.

Già William James padre della psicologia americana alla fine dell’ottocento affermava che l’attività psichica fosse riconducibile a un “flusso di coscienza”, espressione dell’interazione tra organismo e ambiente.3

Visione ripresa da Jung che a sua volta la espanse fino a concepire un inconscio collettivo, luogo degli archetipi, principi ordinatori della psiche.4

Potrei continuare con Capra, Sheldrake e tutti gli esponenti del nuovo paradigma ma termino qui dal momento che l’argomento è stato ampiamente trattato altrove5, il mio intento in questa sede è sottolineare come un primo e fondamentale passo per portare la visione transpersonale nella vita quotidiana si definisca con la necessità di riconoscere l’interconnessione di ogni cosa e di conseguenza la necessità di compassione e condivisione.

Ad evolvere è l’individuo nel suo ambiente.

Allo scopo di facilitare il compito ho definito per i miei studenti quelli che ho chiamato otto pilastri della trasformazione.

Si tratta di alcune linee guida che potremmo tenere presenti nel nostro quotidiano e che potrebbero rivelarsi utili per compiere i nostri passi verso un comportamento coerente con una visione transpersonale.

Eccoli di seguito elencati:

GLI OTTO PILASTRI DELLA TRASFORMAZIONE
Osservare, invece di… Pensare
Restare invece di… Andare via
Sentire come invece di… Capire perché
Fatti non Problemi.
Affidarsi invece di… Controllare
Alleati non Sintomi.
Accettare invece di… Combattere
Responsabilità invece di… Delega

P. L. Lattuada M. D., Psy. D., Ph. D.

 

1 Campanella T. (2008) La città del Sole a cura di L. Firpo, Laterza, Roma-Bari

2 Bianca Maria D’Ippolito, Aniello Montano, Francesco Piro (a cura di), Monadi e monadologie. Il mondo degli individui tra Bruno, Leibniz e Husserl, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2005.

3 James W., James, W. (1961). Le varie forme della coscienza religiosa [The variety of Religious Experiences: A Study in Human Nature]. Torino, Italy: Bocca.

4 Jung. C., Gli archetipi dell’inconscio collettivo, Boringhieri, Torino.

5 Lattuada P.L. (2004) Oltre la Mente, Franco Angeli, Milano.