La morte è

quando iniziamo a respirare

il lutto di una madre chiamata a lasciar andare il figlio dal grembo

è “il nonno non c’è più”

 

è il ticchettio dell’orologio chiamato corpo

è inverno

la fine di un ciclo

l’inizio di un ciclo

la morte fertile del sangue mestruale

della decomposizione del terreno che diventa nutrimento

 

è scivolare nel sonno

perdere i sensi

allacciarsi a situazioni sconosciute

lo straripante sottosuolo psichico

è l’insipida e assordante voce della depressione

morte è sentirsi morti

 

è silenzio e cenere

pelle di serpente

è anche il mare

per una bambola di sale

 

Morte chiama alla crisi dell’identità

è estatica e rapace

un limpido specchio

dietro la maschera dei Misteri

 

Arde del sacrificio dell’io

è la morte che accade meditando

l’estinzione nella contemplazione del mistico

è “chi sono?”

un orgasmo

carnevale

 

Laura Coser

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