
Nell’impronta del puma vedono il cammino; nel battito d’ali del condor l’elevazione del nostro spirito; nella pupilla dell’aquila lo sguardo di ciò che verrà. Senza dubbio gli animali sono le nostre principali guide e i nostri necessari alleati.
Moira Millàn , Terricidio
C’è un sottile filo rosso che unisce le pieghe appenniniche, le comunità di ritorno nelle valli alpine, la lotta contro l’alta velocità in Val Susa, i progetti di agroecologia contadina e i collettivi urbani che difendono i beni comuni. È la condizione di chi ha deciso di disertare il modello capitalista, rifiutando l’ossessione per la crescita infinita, della velocità, per ritessere legami di mutualismo e autogoverno nei propri territori. Eppure, le risposte dell’attivismo occidentale rischiano spesso di oscillare tra la nostalgia per un’utopia arcadica e l’adozione superficiale di parole d’ordine “esotiche”. Rifiutare questa deriva significa chiedersi come approcciarsi per esempio al Buen Vivir e più in generale alle visioni dei popoli indigeni senza cadere nella trappola dell’appropriazione culturale, ma trasformandolo in uno strumento concreto di solidarietà internazionale ed ecologia politica situata.