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Negli ultimi anni di ricerche ed esperienza con i bagni di vapore (o vapori vaginali, o yoni steams) ho potuto osservare da vicino i numerosi benefici di questa pratica ancestrale, per molte donne con delle situazioni e delle problematiche diverse.

Di cosa si tratta ? Di suffumigi effettuati sotto il perineo, con alcune erbe da usare a seconda del bisogno specifico della donna, e con le dovute precauzioni.

La prima cosa che succede quando una donna effettua un vapore è il ritrovare una connessione e un contatto, senza tocco né invasione, con una parte di sé nascosta. Troppo spesso la zona della vulva, del perineo, della vagina, sono misconosciuti. Possono essere un luogo di piacere, ma anche di forte dolore o di memorie difficili per chi ha vissuto un trauma.

Ri-contattare questa parte quando la donna ha un vissuto doloroso può essere difficile, ma può anche portare ad una guarigione profonda delle memorie, e può aiutare la donna a riappropriarsi del suo corpo, riuscendo ad abitarlo con più pienezza. In questo percorso di riappropriazione intima i vapori possono essere uno strumento utile, abbinato al sostegno psicologico, medico ed olistico.

Desideravo approfondire l’argomento con chi ha seguito diverse migliaia di donne, ho quindi intervistato Marcia Lopez, operatrice del massaggio Maya ed insegnante di yoga americana originaria del Guatemala, fondatrice del centro olistico Women’s True Healing , specializzata nell’accompagnamento delle donne che hanno subito un abuso sessuale. I vapori vaginali occupano una posizione privilegiata nella sua pratica: in un’intervista che svilupperò qui sotto, Marcia Lopez condivide con noi la sua esperienza e riflessione. L’intervista è suddivisa in capitoli tematici per maggiore chiarezza.

Lavorare sul tema del trauma sessuale è necessario

Marcia Lopez afferma che in tutto il mondo la percentuale di donne che hanno subito violenza (trauma sessuale, ma anche altri tipi di trauma e violenza, con le loro varie sfumature) è molto alta. A Los Angeles, dove lavora, arriviamo all’80% di donne con questo vissuto.

Operare in questo spazio è difficile e necessita di una visione olistica, globale dell’essere umano, senza che vengano separati gli aspetti fisici, emotivi e spirituali. Accompagnando la persona con una visione integrata si riesce a sostenerla a livelli molto profondi per lenire le ferite.

L’operatore che lavora sul trauma sessuale non può sottrarsi ad un’azione politica

Non serve solo aiutare chi ha subito un trauma: se non si rimuovono le cause sociali che perpetuano l’ingiustizia e la possibilità di abusare, la questione di fondo non potrà mai risolversi. È quindi importante per ogni operatore che lavora sul tema, ed ogni persona che si sente coinvolta, poter agire socialmente e politicamente per promuovere una società più giusta, senza violenza. Per esempio: quali sono le politiche che favoriscono le donne nel momento della precarietà? E della maternità? Quali sono le strutture di sostegno che aiutano a prevenire la violenza e la marginalizzazione tramite l’educazione? E come si può uscire da un’impronta patriarcale troppo presente e spesso deleteria?

Lavorare sul trauma sessuale necessita di una rete solida di professionisti

Un operatore non può pensare di agire da solo su una tematica così ardua. Servono varie figure specializzate per accompagnare la donna: il sostegno psicologico di persone competenti, il sostegno medico e fisico, il sostegno ostetrico, e quello di operatori olistici che abbiano una base solida per agire nel campo.

Un’equipe multi-disciplinare che ogni operatore può crearsi per lavorare in rete con persone di fiducia è una chiave utile da forgiare in ogni luogo. Permette alla donna di ricevere la migliore assistenza possibile, ma anche agli operatori di potersi confrontare e sostenere nell’impegno; altrimenti ci si sente troppo soli davanti all’impresa da compiere.

 

Lavorare sul trauma sessuale con i vapori necessita di una formazione adeguata

Lavorare sul tema della violenza necessita di una formazione specifica, ed ogni operatore dovrebbe avere familiarità con questo tema, o cercare un approfondimento serio.

Lavorare specificamente con i vapori vaginali è delicato, perché si opera in una zona di intimità della persona, e servono tutte le conoscenze teoriche per consigliare con sicurezza, ma anche una preparazione personale ed una stabilità che permettano di accompagnare le donne in questo spazio.

Sarebbe utile una formazione universitaria ad hoc per gli operatori di yoni steam, ma prima che questo possa succedere serve che la pratica entri maggiormente nell’uso comune, e che le buone pratiche sicure siano trasmesse tramite delle insegnanti con una base solida, che continuino le loro ricerche sia in ambito scientifico che olistico.

La pratica di vapori, se fatta senza formazione e senza criterio, può essere pericolosa per varie donne. A maggior ragione lavorando con delle donne che hanno subito un trauma. Una preparazione adeguata è quindi fondamentale.

La saggezza delle antenate

La pratica dei vapori vaginali era diffusa in tutti i continenti, nelle tradizioni di moltissimi popoli. Quindi è probabile che le nostre antenate la utilizzassero, ed anche se la memoria non ci è stata trasmessa oralmente, quella del corpo si risveglia ritrovando i gesti antichi.

La pratica è stata mantenuta in alcuni paesi (dell’America Latina, dell’Asia) e permette a tutte di riscoprirla, ma è importante per le donne di ogni paese cercare le radici locali, i costumi, le piante utilizzate, e riappropriarsi della tecnica. Utilizzare una pratica radicata, anche in tempi remoti, nella nostra terra aumenta la sua potenza. In Italia, per esempio, la pratica era molto presente: moltissime donne la conoscevano così come le proprietà delle erbe, e le donne italiane possono ritrovare il loro patrimonio ed attingere da esso.

Man mano che le donne e le operatrici ritroveranno la tecnica dei vapori e la diffonderanno, in sicurezza (1), si potrà creare una rete di sostegno che aiuterà a riportarla in una “normalità” di costumi. Farsi un vapore potrà essere considerato normale quanto andare alle terme o farsi la doccia.

 

Le piante sono un aiuto prezioso

Le piante sono una modalità privilegiata per contattare alcune qualità e ricevere le loro proprietà tramite il vapore sulla pelle. Tramite le proprietà aromaterapeutiche si può lavorare sulle emozioni, come se ci si facesse una coccola, e ritrovare la conoscenza antica delle piante locali mediterranee può aiutare le donne dei paesi mediterranei, o che ci vivono, nel loro percorso di guarigione.

Le vittime di abuso hanno bisogno di dolcezza

Nell’esperienza di Marcia Lopez la qualità più utile per sostenere le donne che si stanno riprendendo da un trauma è la dolcezza. Questa qualità può essere predisposta con l’attenzione al luogo di incontro scelto, alle tecniche utilizzate e, nel caso dei vapori vaginali, alle piante più adatte. Ma la dolcezza deve essere principalmente coltivata nella vita dell’operatore che la porterà nel suo lavoro, al fine di poter offrire tutta la presenza e la ricchezza necessaria per un sostegno profondo.

Un trauma non è per forza dovuto ad un abuso sessuale: può essere un vissuto difficile della sessualità, l’esperienza di un aborto (volontario o spontaneo), la memoria di un parto traumatizzante, (per interventi medici troppo invasivi, oppure necessari ma vissuti male). Può anche essere dovuto a malattie potenzialmente invalidanti come l’endometriosi o il dolore pelvico cronico, o a memorie intergenerazionali che ereditiamo dalle nostre antenate. In tutti questi casi, liberare le memorie ed elaborarle con estrema dolcezza porta ad un rinnovamento profondo.

 

Accompagnare il recupero dal trauma con i vapori vaginali

Per concludere, i vapori vaginali sono una tecnica molto utile nell’accompagnamento delle donne che recuperano da un trauma, ma non si tratta di una formula magica! Non si può pensare di usarli da soli. Ma sono preziosissimi come pratica di consapevolezza e per potenziare e rinforzare il percorso fatto con altri strumenti. Abbinati ad altre tecniche, i risultati spesso sono molto evidenti (2).

Un sentito grazie a Marcia Lopez per la condivisione della sua esperienza!

Cecilia Gautier

www.lamandorla.eu

ceciliagautier@yahoo.fr

(1) Nota dell’intervistatrice: Cosa significa questa nozione di sicurezza? Regolarmente la pratica dei vapori vaginali viene derisa dai media, che addirittura mettono in guardia coloro che vorrebbero farne uso. Diffondere, praticare, sperimentare in sicurezza significa essere informati sia dei benefici che dei rischi (rischio di ustione con il calore forte, da dosare tanto quanto un biberon, un bagno o una tisana calda), e delle contro-indicazioni (per esempio, effettuare i vapori all’inizio di una gravidanza, durante un’infezione, con un prolasso grave o con la spirale potrebbe essere molto dannoso per la donna). Se una tecnica è naturale non significa che possa essere usata indiscriminatamente e senza cautela. Per questa ragione una formazione per operatori è molto utile.

(2) Nota dell’intervistatrice: In quanto operatrice Arvigo®, ho potuto osservare come i vapori vaginali potenziassero l’effetto dei trattamenti addominali Maya, con dei risultati quali la scomparsa dei dolori dovuti all’endometriosi, il riassorbimento di fibromi, il concepimento e gravidanza sana da parte di coppie in ricerca di gravidanza da più di 8 anni, etc