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La dittatura è una forma autoritaria di governo che accentra il potere in un solo organo se non nelle mani del solo dittatore non limitato da leggi, costituzioni e fattori sociali. La dittatura è ciò che imponiamo al nostro corpo nel momento in cui assegniamo alla nostra mente, con tutti i suoi processi di pensiero, il totale controllo, il ruolo quindi di dittatore. Non di rado si vede una certa funzionalità nei fenomeni dittatoriali: regole precise, organizzazione dei servizi che rasenta la perfezione, ottimizzazione delle risorse e velocità di azione dovuta all’assenza di lunghe discussioni parlamentari. A farne le spese, però, sono la libertà individuale, l’espressione di se in tutte le sue forme, l’arte, la bellezza, la gioia.

Questo è esattamente ciò che molti di noi fanno al loro corpo.

Ci si lascia trasportare da idee fisse basate sull’utilità materiale, l’ottimizzazione, il risparmio di tempo; si crea un’infinita classificazione di giusti e sbagliati. Nella pratica, passiamo ore in posizioni anti-fisiologiche che generano disagio se non dolore a diverse zone del nostro corpo. Non ci prendiamo una pausa per sgranchirci, sarebbe tempo perso! Alla lunga questo ci trasformerà nel corpo e nella mente che diventeranno sempre più rigidi ed incapaci di assumere altre forme.

Un’altra interessante ed apparentemente opposta dinamica di auto dittatura psichica è legata all’idea di una forma ideale del corpo. In questo caso è il mercato che ci influenza fortemente ponendoci di fronte canoni quasi irraggiungibili che noi rendiamo il nostro riferimento. Si sottopone quindi il corpo ad allenamenti durissimi, diete rigidissime e si assumono integratori che non faranno male ma io credo che non facciano neanche tanto bene…

Dove ci porta questo? Ci porta spesso a perdere il senso della naturalezza e soprattutto la flessibilità. Rispetto al caso precedente la nostra postura sembrerà perfetta, muscoli definiti, nemmeno un filo di grasso.

Anche in questo caso come nel primo il nostro corpo non ringrazia e siccome tutte le dittature hanno una fine, anche per i nostri corpi arriva la rivoluzione! Bruciano i palazzi, crollano le transenne, arriva il vento della rivoluzione. Per il nostro corpo… il dolore!

Quando arriva la rivoluzione per ogni dittatore è una brutta gatta da pelare. Lui mostrerà la sua forza, serrerà ancora di più il controllo, creerà regole ancora più rigide e metterà in atto anche delle vere e proprie violenze per mettere a tacere i rivoltosi. Ecco che compare l’arma letale per la rivoluzione! L’antidolorifico! Ce ne sono per tutti i gusti: in pillole, in bustina, in iniezione fino ad arrivare al gesto estremo, la pena di morte, la recisione chirurgica del nervo ribelle! Una volta fatto non ci saranno più problemi, tutto sarà in ordine come prima ma come scriveva Tolkien nel “Signore degli Anelli”: dalle ceneri nascerà un fuoco…

Se quindi il Dittatore non cambierà modalità di azione sarà solo questione di tempo e dovrà affrontare una nuova rivolta. Il prossimo dolore.

Dopo numerose rivolte, il popolo vince. Il dolore ci piega e decidiamo di prenderci cura di noi e di mettere in discussione le nostre abitudini. Un grande passo in avanti verso una società migliore. Arriva la democrazia con il parlamento eletto dal popolo che legifera e guida la società nella direzione che decide esser giusta. Inizia il percorso che ci porta a muoverci da un terapista ( partito) all’altro nella ricerca della soluzione ai nostri problemi.

Per uno il nostro problema deriva dall’alimentazione, e via diete depurative, iper-vitaminiche, macrobiotiche, del gruppo sanguigno ecc…

Per un altro sarà un problema psico-somatico, oppure posturale o muscolotensivo e tanti altri ancora. Tante belle soluzioni, tutte giuste e funzionali…proprio come le soluzioni dei partiti durante la campagna elettorale. Alla fine se li ascolti bene hanno tutti ragione dal loro punto di vista, ottimi modi di farci stare meglio ma i problemi tornano sempre galla. Il senso profondo di insoddisfazione non ci lascia, non ci sentiamo mai davvero guariti, al contrario, iniziamo a sentirci sempre più malati. In questo caso, a differenza dalla dittatura, non possiamo trovare un nemico vero, uno a cui dare la colpa. Se le cose vanno male ci viene detto che siamo stati noi a votare quel governo e quindi siamo stati noi a scegliere. Un gran bell’imbroglio a parer mio. Ritornando alla gestione del nostro corpo, siamo noi a scegliere come curarci per ora anche se questa democrazia si mostra sempre più chiaramente come maschera di una dittatura imponendo vaccinazioni e combattendo in tutti i modi ogni metodo di cura non convenzionale, quando non convenzionale significa non riconosciuto dal sistema. Sì perché alla fine è sempre lui che decide, questa fantomatica entità che chiamiamo sistema che fingendo di proteggerci cerca giorno dopo giorno di incanalarci nella direzione che preferisce per perseguire scopi al di là della nostra immaginazione e soprattutto che non corrispondono in modo alcuno con ciò di cui abbiamo realmente bisogno. Entriamo, per nostra scelta, in centri di fisioterapia scintillanti dove lo scopo primario è quello di venderci un pacchetto di tecar, laser o chissà che altro. Facciamo visite con specialisti che ci rilasciano una parcella altissima per farci uscire dal loro studio senza aver risolto il nostro problema, fatto una diagnosi precisa o prescritto una cura efficace. Il bello è che siamo stati noi a sceglierlo. Non ci è stato imposto. La democrazia ci da la libertà, la libertà di fare ciò che il sistema ritiene giusto e tollerabile a prescindere dai nostri personali valori morali. Se esci da quel recinto vieni etichettato come ignorante, credulone, ribelle e tanti altri appellativi volti a screditare le tue scelte, limitare i danni sperando che il popolo insorga contro colui che fa scelte diverse e soprattutto che non venga in mente a nessuno di imitarti! Perché la democrazia è libera espressione solo fino a che ti esprimi come la democrazia vuole. Se ti opponi, se protesti, sarai visto come un anarchico.

Parliamo un po’ di questa anarchia allora.

Ci sono due definizioni di anarchia; la prima è quella che il sistema vuole farci passare. Assenza di ordine, governo, autorità, confusione e disordine caotico. Questa definizione si basa sull’idea che, al contrario di ciò che avviene in tutte le specie animali in natura, l’uomo non è in grado di auto governarsi. Si basa quindi sull’idea di non coscienza dell’essere umano. Teoria in parte condivisibile. La seconda è quella originaria per cui l’anarchia è una dottrina sociale e politica che propugna l’abolizione dell’autorità costituita e accentrata, nonché di ogni forma di costrizione esterna.

E’ assolutamente vero che questo può portare al caos, ma non si scatena forse il caos nel nostro corpo quando decidiamo di cambiare le nostre abitudini? Le abitudini sono paragonabili ad un sistema di governo con tutte le sue leggi. Per esempio l’Italia nel corso degli anni ha sviluppato un un sistema di regole ed abitudini, scritte e non scritte. Sulla base di queste regole l’entità corpo che forma l’Italia vive. Allo stesso modo un corpo sulla base delle abitudini e degli stimoli esterni crea un sistema di gestione di sé che poi viene portato avanti in maniera quasi automatica. Il caos che si genera con una depurazione ( mal di testa, debolezza, a volte nausea e diarrea) nasce dalla necessità di rimuovere il superfluo e riadattarsi ad una modalità di vita basata sulla gestione consapevole del proprio corpo. Senza questa educazione all’auto gestione del corpo la depurazione perde parte del suo senso. Senza la coscienza di se ci si trova in un ciclo di depurazione a cui segue un intossicazione che richiede ancora una depurazione. Di qualsiasi ambito si discuta, nella depurazione c’è la rimozione del superfluo e parte del caos deriva dalla resistenza del superfluo ad essere rimosso. L’educazione all’auto gestione altro non è che la coscienza di ciò che è giusto per noi e del nostro ruolo nella società. In questo modo si inizia a vedere come la nostra salute si sovrappone alla salute della società. La salute dipende dalla coscienza di sé ed anche l’ordine sociale dipende dallo stesso fattore. L’anarchia in una società di persone coscienti diventa quindi la migliore gestione sociale pur non essendo un sistema strutturato. Di fatto In una società consapevole non ci sarebbe alcun bisogno di dare un nome alla modalità di relazionarsi che diventerà spontanea e naturalmente funzionale.

Proprio questo è quello che ci auguriamo dalla nostra struttura, che ogni parte del nostro corpo sia perfettamente connessa all’informazione originale potendo così fare ciò per cui è nata in sinergia con ogni altra parte del sistema corpo. Questo è quello che cerchiamo di fare con OB, rendere ogni parte del nostro corpo libera di essere se stessa. In una sola parola: Naturalezza.

Conclusione: solo conoscendo noi stessi potremo vivere in maniera funzionale senza bisogno di regole. Chi vuole creare molte regole lo fa rendendo ufficiale la sua visione ed imponendola agli altri. Se non per coltivare un interesse personale lo fa per affermare se stesso e la sua idea in maniera incontrastata. Solo un uomo libero lascia liberi i suoi simili. Gli uomini in gabbia vogliono mettere le proprie sbarre a tutti. Lo fanno attraverso la paura, la forza, le leggi ed il senso di colpa. L’uomo libero non ha paura, è forte di sé e per sé, l’unica legge che conosce è quella dell’essere e non può essere imprigionato. L’uomo libero conosce sé stesso e liberamente sceglie di esserlo.

Postura posizione = regola/schema=dittatura Postura relazioni= naturalezza=anarchia

Ivan Pisani

www.ivanpisani.it

www.orthobionomyitalia.it

Photo by Olenka Kotyk