Dal ritiro di due giorni di pratiche di consapevolezza, esplorazione e ricerca radicale tenutosi ad Aprile tra i monti della Liguria un patchwork di contributi ricevuti da alcune partecipanti.

 

“Cosa ti permette di esprimerti da uno spazio di autenticità?

L’eco di questa

domanda me la

tengo stretta.

Spazio, tempo, respiro libero, giocare, sfumature di

sentire, o netti

contrari.

Il no

che non mi fa male, non mi fa paura, non mi imbarazza.

Sapere che c’è lo spazio per il no, mio e delle altre mi lascia essere libera.

Mettere questo limite mi permette di esprimermi

e crescere.

 

Nel silenzio sicuro

appoggiato sull’erba del cerchio, immersi nella spinta tra terra e cielo i nostri sistemi nervosi

hanno fatto l’amore tra i fiori, con sensualmente, informazioni essenziali fiduciosa fecondazione

di spazio e tempo nuovi Amicizia.

L’aver avuto i tempi, i modi, e una mappatura essenziale per riconoscere.

Nel contenimento ho potuto sentire ciò che prima era insostenibile.

Dalla sofferenza, attraverso la connessione: la curiosità.

 

Luce in me grazie allo specchio del collettivo: presenza, confini, equilibrio, la struttura per reggere ciò che si desidera, il permesso di dire ciò che piace di più, sentire l’ecosistema, la meraviglia della nostra complessità e l’onore di abitarla, l’ascolto delicato del mio, tuo e nostro tempo di relazione.

 

Ogni parte chiede ascolto.

Ogni parte ha bisogno del suo “sì”.

 

Leggere sfere effimere animano il sottobosco colorato

con un soffio si disperdono nello spazio

portando semi più in là, desideri.

 

Le cime rosate fanno da accogliente cornice ai nostri cuori che insieme, in un tripudio di sguardi e di parole, sono
intenti a sintonizzare il ritmo.

E poi

il suono dell’acqua potente incontra la roccia

e scorre. Gratitudine.”

 

Lucia, Margherita, Laura, Francesca, Alice, Maria Giovanna

 

 

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