
Oggi, grazie all’invito di alcune amiche, ho avuto modo di avvicinarmi al mare.
Sono rimasta, al tramonto, a passeggiare sulla battigia, raggiungendo una roccia che si erge solitaria sulla spiaggia di ciottoli. L’istinto di arrampicarsi di noi primati si fa sempre sentire in queste situazioni e, da lì a poco, mi sono ritrovata seduta in cima alla roccia, con il mare sotto e l’orizzonte infinito davanti.
Era come se la roccia mi avesse chiamata.
Sono rimasta seduta lì per un tempo indefinito e, in ogni istante, sentivo il respiro diventare più lento e profondo, le mani incollate alla roccia, a radicare, a tornare al centro, a rallentare.
E solo allora mi sono resa conto di come mi fossi persa.