Potare, tagliare, estirpare, dare forma, trattare, diserbare…
Infiniti i trattamenti più o meno invasivi che possiamo fare noi animali umani alle e sulle piante,
giusto e sbagliato che sia.
Possiamo modificare i geni di una pianta,
possiamo farla “visitare” da microrganismi specifici,
possiamo innestare specie diverse,
tanto possiamo ma, forse per buona sorte, non tutto.

Da qui parte l’immaginario suggeritomi da un ciuffo secco di posidonia (Posidonia oceanica L), tutto arruffato su una spiaggia di ciottoli e che prende forma in questo piccolo testo.

Muovendoci da una dimensione di sforzo possiamo ottenere molto e, la varietà tecnica, tecnologica, specialmente di matrice occidentale e capitalista, ne sono la dimostrazione, ma cosa stiamo dimenticando lungo la strada?
Quando una pianta prende forma, cresce e segue le sue “istruzioni originarie” lo fa compiendo sforzo?
Ecco il collegamento tra queste righe, che sembrano sparpagliate. Per quanto noi si possa intervenire sui meccanismi biologici, biochimici, anatomici e funzionali di un organismo vegetale questi tornerà sempre a seguire la sue prime istruzioni.
Una foglia tagliata in parte chiuderà le sue ferite e svilupperà i suoi vasi vitali come potrà e come deciderà.
Una pianta potata tornerà a cercare luce e nutrimento, una pianta innestata (bene) farà fluire la linfa nei canali già disponibili continuando la
Vita.
Cosa c’entra questo con noi?
Elementi all’apparenza così banali ci possono parlare di infinite cose ma vorrei metterne a fuoco due:
Il minimo sforzo
La pianta tornerà a crescere cercando la massima resa con il minor sforzo possibile e questo è ciò che richiedono le sue istruzioni, non di sforzarsi al massimo, non di crescere il più velocemente possibile a discapito di tutto. Per fare questo competerà, ucciderà, scambierà, collaborerà e curerà ma sempre con il minimo sforzo indispensabile e in alleanza alla sua natura prima.
Forme spontanee
Anche se imparassimo a modulare il DNA di una pianta come se suonassimo i tasti di un pianoforte potremmo decidere cosa fare crescere o non crescere ma non il come. Osservando
piante mutilate, piante intoccate in foreste vergini o alberi monumentali curati in modo certosino osserveremmo una costante: le forme si sviluppano con regole proprie della pianta e con una componente di imprevedibilità indipendentemente da tutte le nostre previsioni. Questi due aspetti osservabili ed esperibili possono insegnarci molto ma soprattutto riportarci in contatto con il nostro corpo e le nostre di istruzioni originarie.
Scegli una pianta, occhi aperti, piedi a terra, spalle rilassate e respira.

Marco Fossati

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