
La spiritualità è una pratica incarnata
A febbraio sono tornata in Sri Lanka portando con me un gruppo di donne italiane. Le avevo preparate a un viaggio il cui intento non era ricevere, ma offrire.
Offrirsi al disegno delle stelle e del mistero.
Un pellegrinaggio in cui il centro non fosse l’esperienza personale, ma il gesto.
Perché è nel dare, quando il dare è autentico e non autocelebrativo, che può accadere qualcosa che la mente non può programmare né controllare.
Da due anni facilito pellegrinaggi femminili in questa terra anche per essere parte attiva della sua guarigione. Non come osservatrici ma come donne disposte anche a entrare in una ferita storica ancora viva.
Io sono tamil.
La casa della mia famiglia negli anni 80 è stata bruciata più volte perché aveva un’insegna con su scritto “Yoga Ashram”, sinonimo di induismo e di un’etnia in minoranza.