Qualcosa sta crollando nel mondo della spiritualità e del benessere; e lo fa già da un po’. Forse le tradizioni sapienziali, ricche di doni autentici, sono state riciclate in un prodotto che serve solo le stesse forze, alle quali quelle tradizioni erano destinate a resistere? Non è una novità che alcuni potenti leader spirituali, con seguaci devoti, abbiano a lungo abusato del loro potere per dominare e, in molti casi, per sfruttare sessualmente gli altri. Il caso Epstein non è un’interruzione di questo schema; ne è l’essenza stessa, improvvisamente resa impossibile da ignorare.

Vogliamo riflettere sulle condizioni – non solo sugli uomini, non solo sui crimini, ma sull’architettura del silenzio che ha permesso che tutto ciò accadesse. Che tipo di cultura spirituale produce questo silenzio? Che tipo di cultura spirituale permette di guardare al male e considerarlo una lezione di percezione? Cosa è andato storto nel nostro approccio alla spiritualità quando quest’ultima può essere usata come copertura per gli abusi? Come mai gran parte delle comunità terapeutiche e spirituali rimangono in silenzio di fronte a crimini di cui il mondo intero è testimone?

Per esplorare questi e altri temi correlati, questa discussione ha riunito il maestro spirituale mitopoietico Bayo Akomolafe Ph.D., lo scrittore e podcaster Matthew Remsiki, l’autore e drammaturgo V, la maestra spirituale e psicologa Tara Brach e lo scrittore e medico Gabor Maté in un ampio dibattito che ha previsto anche la partecipazione del pubblico.

L’intento è quello di incoraggiare i partecipanti a trovare la forza interiore spirituale necessaria per perseguire la verità senza perdere la capacità di discernimento, senza cedere il proprio potere; di discutere con compassione, senza giudizio ma con chiarezza, ciò che le rivelazioni sul caso Epstein possono dirci su chi siamo, sulla nostra cultura e sulla natura del modo in cui costruiamo la realtà; di andare oltre la cosiddetta equanimità e il “distacco” che sono indistinguibili dall’intorpidimento e dalla passività di fronte al male, di fronte alla sofferenza.

 

Something is cracking open in the spiritual and wellness world; and it has been for a while. Have wisdom traditions containing genuine gifts been composted into a product that only serves the very forces those traditions were born to resist?

It is no news that some powerful spiritual leaders with devoted followers have, for a long time, abused that power for dominance and, in many cases, for sexual exploitation. The Epstein files are not an interruption to the pattern; they are the pattern, made suddenly impossible to scroll past.

We want to reflect on the conditions—not just the men, not just the crimes, but the architecture of silence that held it all in place. What kind of spiritual culture produces that silence? What kind of spiritual culture makes it possible to look at harm and call it a lesson in perception? What has gone awry with our approach to spirituality when the latter can be used as a cover for abuse? How come much of the therapeutic and spiritual communities remain silent in the face of crimes witnessed by the entire world?

To explore these and related issues, this discussion brought together mytho-poetic spiritual teacher Bayo Akomolafe Ph.D., writer & podcaster Matthew Remsiki, author & playwright V, spiritual teacher & psychologist Tara Brach and author & physician Gabor Maté in a wide-ranging discussion that will also invite audience participation.

The intention is to leave participants encouraged to find the spiritual inner strength needed to pursue truth without losing discrimination in the process, without giving away their power; to discuss compassionately, without judgment but with clarity, what the Epstein revelations can tell us about who we are, about our culture, and about the nature of how we construct reality; to move beyond a so-called equanimity and “non-attachment” that is indistinguishable from numbness and passivity in the face of harm, in the face of evil.

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