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Al calar del sole, quando gli occhi si confondono fra ombre di altre dimensioni, il vento mi sussurra al cuore la strada per un viaggio fra gli astri. Accompagnata da chi l’ha già fatto, chiudo gli occhi per poi ritrovarmi a sfrecciare fra le nuvole, ben conscia di dove cominciare questo viaggio: sull’astro più vicino, quello che racchiude l’esperienza umana sulla Terra.

LUNA

La Luna, la sacra coppa, il mio io ricettivo che si mostra pronto a dar voce a un aspetto celato ma insistente. Ad ogni passo il ricordo delle antenate che hanno riconosciuto la saggezza della luna, i suoi inviti a riconoscere gli insegnamenti che si celano nel pellegrinaggio alchemico che accade nello spazio tempo fra la luna nera e la luna piena.

Cammino in questo paesaggio lunare, apparentemente deserto, in cui i crateri mi ricordano momenti sospesi. Una stella fra i capelli, fiducia nel canto del cuore, mi faccio portare da me. Da un’idea lunare, il corpo prende forma.

Quale donna desidero incontrare oggi, fra le tante che in me danzano. Quale voce mi porta per mano nel mostrarmi a conoscerla fra labirinti di stelle?

Dal cratere si leva una massa indistinta di scintille e passione che con un balzo salta nel vuoto dell’universo nella direzione senza direzione. Cerco un corpo per agire l’intuizione.

MARTE

Un pianeta che non ha un’orbita precisa: vive un cammino erratico senza previsioni. Il suo punto fermo è il riconoscersi nel suo rendersi disponibile al movimento, al corpo, alla sostanza compatta che danza con l’eco della Luna. Senza una chiara direzione, ma con gran desiderio di conoscersi attraverso l’azione, il sudore e il fervore, manifesta così la sua sacra ira. Muovo le braccia, leggere e dense. Disegno lentamente il mio spazio, con fiori e fuoco. Sento la lieve contrazione dei muscoli che mi fanno sentire viva, incontro la capacità di creare sani confini per la mia vita. I “Sì” e i “No”. Che valori muovono le mie azioni? L’astro rosso lascia in me l’impronta della coscienza a evolvere rendendomi capace di separarmi da situazioni o persone che non sono più coerenti con me oggi. Il corpo si compatta della lucentezza delle stelle. Marte, la ruggente forza creativa che mi dona centro, volontà e potere.

Da lontano un bisbiglio interrompe il non ritmo di Marte:

“Chi sono io?”

Desiderio di conoscere quella voce che tiene uniti i fili dentro me. Attratta dalla luce, danzo verso la poesia del pianeta più vicino al sole.

MERCURIO

Mercurio parla di me, mette in dubbio e porta dentro per attribuire nomi e aggettivi alle forme che mi abitano. Il pianeta che sta fra il sole e la terra. Da qui ammiro un sole abbagliante, potente. Con questa luce, tutto diventa più chiaro e facile a capirsi. Con lucidità ricordo che io sono nutrita dal Sole, il Sole è in me. E se io sono il Sole, la Terra è il mondo esterno che vedo tutti i giorni e di cui mi innamoro. Mercurio è proprio la relazione fra me e il mondo esterno. Osservo, registro e interagisco. Con intelligenza e percezione intellettuale prende vita la mia conoscenza perspicace oltre l’intuizione e il sentimento. Avviene un distacco consapevole dalla passionalità e dall’affettività… Assaporo discernimento che si posa al centro delle sopracciglia nella forma di una stella. Un diadema invisibile che ancora una volta mi porta verso fuori, alla ricerca.

L’impulso a voler interagire con il mondo esterno senza sentirmi piccola e non vista, mi spinge verso una maestosa entità…

GIOVE

Il gigante gassoso m’invita ad attraversarlo nei suoi turbolenti strati di gas. Giove, in sanscrito Guru, la guida spirituale che integra luce e ombra senza giudicare se è bene o male. Mi addentro nei suoi primi involucri gassosi, mi pervade un senso di spensierata felicità, un’esilarante carica vitale mi ricorda che ogni grande e piccola difficoltà che ho vissuto nella vita, mi ha portato a fidarmi un poco più di me offrendomi l’abilità a rispondere. La frequenza di questo pianeta sintetizza i dati accumulati da Mercurio, rendendoli utilizzabili in forma di esperienza, di vissuto personale.

Arrivo al nucleo più denso dell’astro e comprendo perché molte tradizioni legano Giove alla ricchezza e alla fortuna: ha una forte carica ottimista e un permeante carisma dati dall’apprezzare ogni piccola cosa senza giudicarla, ma facendone tesoro, nel suo centro che dona stabilità interna. Sento da dove nasce il  desiderio di essere vista, compresa e accolta. Ho un cuore generoso che per continuare a pulsare non può fare a meno di donarsi nella sua bellezza! Sento ancora una volta l’impulso a portar il mio Io verso l’esterno, verso il mondo. Giove mi trasmette la fiducia in me, nelle mie potenzialità. Dilatazione della visione oltre i confini, superamento dei limiti… creazione ed espansione.

Io sono.

Un’eco ancora una volta mi raggiunge, mi volto verso il sole e il cuore è affascinato dalla melodia d’Amore tratteggiata nell’universo.

VENERE

Nel suo respiro intorno al sole, Venere disegna l’incanto di un fiore a cinque petali nel cosmo. Ogni petalo traccia nel cuore una possibilità, iniziandomi a un livello più profondo di Amore: amore per me, per Essere Amore. Se Marte mi ha fatto percepire la potenza dell’azione espressa dal mio corpo, Venere mi chiede del valore che do alla vita. Banale ma tremendamente rilevante. Riconosco che la capacità di penetrare il mondo e la forza di far germogliare l’esistenza nascono dalla vulnerabilità. Nella relazione con me stessa, nella relazione con ogni forma di esistenza. Venere mi ricorda la disponibilità a coltivare la cooperazione e la collaborazione e per far ciò non posso che chiedermi se nella vita ho avuto il coraggio di mostrarmi fragile e dove questo mi ha portato. Solo dove mi son mostrata vulnerabile a me e alle altre, ho vissuto un’intimità nutriente per me e l’altra. Nelle calde nubi di Venere vortico in una danza cosmica tra ciò che si forma e ciò che si distrugge. Lentamente dissolvo la mente nel cuore e un’unica frase risuona in me nel perdere e lasciar andare ciò che ho appreso finora in questo viaggio.

Io sono Amore.

Spogliata delle mie convinzioni e di ciò che ho appreso finora, in cuore la rosa di Venere, sono richiamata dal Silenzio.

SATURNO

Buio. Niente. Meno è Più. Ho bisogno di ricorrere solo alle mie forze senza chiedere aiuto all’esterno. Come sarà? Quali fatiche dovrò affrontare? Che cosa devo fare ancora per conoscermi e amarmi? Ma non finisce mai? Ho paura dell’ignoto, il corpo si contrae, sono senza voce, sospesa. M’inoltro nell’astro della distruzione e della contrazione. C’è paura. Paura di perdere…

Distruzione controparte della creazione. Ciò che nasce finisce. Mi contraggo ancora di più, mi ritrovo in posizione fetale, ranicchiata verso dentro, la vedo, la rosa di Venere nel cuore…

Emerge una voce.

“Non sei nessuno, non c’è niente da fare”.

Mi abbandono all’incertezza dell’astro in cui cammino nel vuoto. Nel pozzo della solitudine, nell’inframondo, scorgo tutto ciò che non ho detto, gl’impulsi che non ho vissuto, l’amore che non ho donato, ciò che ho esiliato. Non posso far altro che prenderne atto, senza giudizio. Sentirlo, nella dose giusta per me, in questo ciclo. Forse la prossima volta reprimerò un po’ meno?

Si. Rafforzo l’introversione.

Silenzio.

E come un sospiro d’autunno lascio cadere le ultime foglie, affiora una grande forza d’animo che semplicemente Lascia Essere.

Dal buio più profondo sento luce, avanzo verso il più brillante degli astri.

SOLE

Sono pronta, non c’è paura di rimanere bruciata dalla verità cristallina. Non posso cambiare il passato. Mi lascio agire dal vissuto che racchiude i doni e le rivelazioni di ogni stella del cosmo. La verità del momento presente è così com’è. Le sue gioie e contraddizioni. Sono nel cuore della storia e sento la chiarezza del Sole formare il nucleo della mia persona, fatta di tutte le esperienze finora vissute. Non c’è giudizio, questa sono io, con e senza veli.

Sento un calore nascere in me, rievoco la forza celata dietro all’esilio che mi ero imposta… Un passo. Una presa di posizione nei confronti della vita, pronta a benedire con la mia presenza ed essere benedetta, per portare avanti ciò che oggi sento e sono e che domani si trasformerà. Senza uno sforzo che lotta contro qualcosa.

Danzando con i buchi neri che adornano il serpente che abita la mia verticalità.

Io sono Universo nel corpo.

Pronta in un qualsiasi momento a iniziare un nuovo ciclo, partendo proprio dall’amore delle antenate che hanno camminato sulla Luna…

Nadeshwari Joythimayananda

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