In un verde bosco dell’entroterra Portoghese ho intervistato Uma Dinsmore Tuli, donna, madre, yogini, ricercatrice, e raccontastorie. Siamo state una settimana con altre 30 donne a condividere esperienze, pratiche e saperi yogici tradizionali e moderni con una particolare attenzione al corpo femminile, un portale multidimensionale che ci può aprire alla forza della vita.

 

Mi puoi spiegare che cosa intendi per Siddhi Femminili? Che differenza vi è con quelle tradizionali dello Yoga?

Queste siddhi sono effettivamente in contrasto con l’idea delle siddhi yogiche che si ottengono con una pratica disciplinata e che fanno ottenere dei super poteri sovra-naturali. Le siddhi femminili danno il benvenuto all’energia, al potere, e questo si muove attraverso te, attraverso il corpo femminile. Danno il benvenuto al potere della vita mentre si muove in alcuni momenti chiave nella vita di una donna; ma questi super poteri si manifestano solo se poniamo attenzione.

Quindi questa è l’idea…la differenza fra l’idea standard dei poteri yogici sovranaturali e le siddhi femminili che emergono senza sforzo.

Il primo di questi è il menarca che coincide con la prima mestruazione di una ragazza. Il potere della vita entra in una giovane ragazza e comincia a muoversi attraverso lei e le dà l’opportunità di armonizzarsi con il ritmo della vita. Le altre siddhi si relazionano ad altri cicli della vita che si muovono attraverso il corpo femminile.

Con il potere della mestruazione, ogni mese vi è l’opportunità di una connessione visionaria. Se noi donne diamo la giusta attenzione e diamo tempo alle donne di essere connesse con il grande potere della resa e della vulnerabilità si manifestano altre due Siddhi chiave.

Una è il potere della sessualità femminile: la connessione dell’eccitamento e dell’orgasmo femminile è una siddhi immensa, così completa da essere un’esperienza multidimensionale che connette le donne al potere cosmico e al potere dell’universo!

Poi abbiamo il potere della gravidanza e della nascita. Ma non bisogna omettere che l’utero è un luogo di nascita come un luogo di morte. Infatti l’utero ha il potere di generare la vita l’interno e anche di lasciarlo andare con le perdite spontanee di gravidanza.

Un’altra siddhi è il potere dell’allattamento: lo straordinario potere di nutrire la vita. verso l’interno e verso l’esterno… Infatti ci sono dei casi in cui arriva la montata lattea anche se non vi è stata una gravidanza e una nascita…ma per puro amore! Come nel caso di una nonna o una zia per la nipote.

E infine abbiamo l’enorme potere della menopausa, una grandissima trasformazione. Ognuna di queste siddhi sono l’opportunità di portare consapevolezza al potere della vita come un potenziale di rivelazione trasformativo: che rivela la verità e la visione.

Effettivamente, noi donne, non abbiamo bisogno di fare granché per queste siddhi, ma queste emergono naturalmente. Ma per far si che ci insegnino e che ci mostrino il sentiero, abbiamo bisogno di portare attenzione, altrimenti emergono solo i fenomeni biologici. Se noi portiamo attenzione queste toccheranno ogni dimensione dell’Essere e ci potrebbero far comprendere nuovi significati nell’apprezzare e capire come si muove il potere della vita all’interno del nostro corpo. E questo è il regalo nell’essere incarnate in un corpo di donna. Tutto ciò emerge… e se ci prendiamo cura di noi stesse, non ci sono inconvenienti…Sono regali preziosi, sono siddhis.

 

Mi puoi raccontare di quando hai avuto questa epifania yogica al femminile?

Questa intuizione mi è arrivata nel mio grande processo di trasformazione…proprio mentre partorivo! La capacità di nutrire e crescere una vita è emersa senza sforzo come siddhi femminile. Tutte queste tappe hanno completamente cambiato la mia prospettiva sulla vita, sullo yoga, su quali sono le forze e i poteri di un corpo di donna.

Ho cominciato a comprendere che nell’hatha yoga, con l’utilizzo delle asana, pranayama e mudra, impariamo a estendere in noi il potere della forza della vita. E mentre partorivo o quando mi sono confrontata con alcune levatrici, abbiamo chiaramente visto un immenso potere muoversi attraverso il corpo di una donna…lo stesso potere ambito dagli yogi uomini che crearono una tecnologia per poter afferrare un millesimo di tale potere così naturale in noi donne. Ciò ha cambiato la mia comprensione su ciò che lo yoga era e come era relazionato alle donne e mi fece cambiare idea su quello che era rispettoso e armonico con il corpo di donna; specialmente in questi grandi momenti di trasformazione di queste siddhi. E tutto questo ha instillato in me un grande rispetto per il potere della vita.

Con la menopausa o con un orgasmo o con la gravidanza il potere della vita, la Shakti, ti invita ad arrenderti e ti porta molto vicino alla morte… E io mi sono arresa a ciò.

La meditazione è essere davvero molto intimi con il potere della vita. Possiamo usare riti, tecniche e pratiche per onorare quel potere, ma il modo in cui questo potere si muove attraverso noi donne è estremamente intenso. Partorire può addirittura uccidere una donna.

 

Mi puoi spiegare ciò che sta accadendo al giorno d’oggi con la siddhi della Seconda Primavera (Menopausa) ?

In questo momento sulla Terra è avvenuto un cambiamento demografico. Abbiamo un maggior numero di donne in post menopausa vive che hanno avuto un’educazione, che sono state ben nutrite e che hanno una buona energia fisica per agire ciò che la loro saggezza ha fatto loro comprendere. Nel passato non avevamo così tante di queste donne sagge, perché i loro corpi vivevano molte più gravidanze, mia nonna per esempio ha avuto 8 gravidanze). Mentre al giorno d’oggi molte più donne sopravvivono al post menopausa.

Ciò cambia l’energia di ciò che gli umani come gruppo possono fare: le possibilità sono diverse perché se queste donne fanno un passo verso la responsabilità di divulgare le proprie esperienze e le loro conoscenze, la modalità di guida collettiva di varie donne sagge può portare ha una qualità diversa che onora il potere femminile. Osservo reti di donne sagge che insieme si organizzano per supportare la vita. Onorano la vita e la loro guida è al servizio della vita. Ho visto donne che organizzano programmi di educazione mestruale, di riforestazione della Terra… Attualmente queste donne creano un qualcosa che in passato non hanno potuto fare perché non sarebbero sopravvissute fisicamente, energeticamente ed emotivamente.

Ora abbiamo un dono di vari esempi al femminile.

 

Mi sembra quasi che ci sia una nuova onda di femminismo…

Si lo penso anche io, e sento che questa nuova onda di femminismo riprenda in mano una rottura che ci fu da parte di alcune donne nel negarsi la propria femminilità per vestire i panni di un fare maschile in questa società patriarcale.

Sento che questi nuovi esempi di donne sagge e l’incredibile forza di queste generazioni giovani coscienti e risvegliate che vedono la realtà per quello che davvero è, hanno una consapevolezza climatica, onorano la terra e la rispettano.

 

Dato che parli delle nuove generazioni, hai un consiglio o un un suggerimento per le giovani ragazze che stanno per arrivare alla loro prima siddhi, quella del menarca?

Rispettate la guida e la consapevolezza della profonda saggezza del corpo. Siamo state educate a privilegiare la mente e la nostra facoltà cognitiva, che è importante, ma è solo uno strumento. Sento che le giovani donne all’inizio del loro essere donne possono valorizzare l’insegnamento dei propri corpi che hanno grandi sorgenti di saggezza e potere. Rispettare il corpo, i cicli del corpo, le mestruazioni e le esperienze deliziose e piacevoli di essere una donna, sono la saggezza incorporata che ci riconnette alla terra. Se ogni ragazza impara a rispettare questo, può facilitare i fratelli e le sorelle ad onorare e rispettare sempre di più la terra. Le donne possono facilitare questo e ne abbiamo bisogno…non è più una scelta al giorno d’oggi.

E non dimenticatevi di fare decisioni mestruali sagge che rispettano la terra, in termini di sostenibilità. Le coppette mestruali, le, spugne…cosa scegliete di fare con il vostro sangue?

Scegliete d’incartarlo nella plastica e buttarlo in un terreno che diventa poi tossico, o volete offrirlo ad un albero con rispetto per te stessa e per la terra?

 

Un’ultima domanda che riguarda la responsabilità di trasmettere queste preziose informazioni e il paradosso di inquinare l’ambiente per spostarsi con gli aerei per insegnare.

Quando posso, per esempio qui in Europa, non prendo aerei, e viaggio in treno.

Mi sono resa conto che se stessi sempre a Londra varie persone interessate ai miei insegnamenti, volerebbero a Londra da diversi luoghi del pianeta. Ma se prendessi un aereo per San Francisco o Chicago sento che servirei una comunità e supporterei il gruppo di persone che già sta facendo un lavoro in tal senso in quell’area. Approfondisco la loro conoscenza e supporto loro e i loro insegnanti. Così da non dover tornare. Se crescono gli insegnanti in quell’area quel lavoro può continuare nel modo giusto per loro cosicché io non debba tornare lì. Quindi in questo senso mi sembra di evitare che 27 persone prendano 27 aerei e vengano da me a Londra.

Mare 6000 km è comunque insano! Per sostenere il mio ecosistema, mi preparo, faccio yoga nidra per tutto il viaggio. Mi metto già l’ora esatta del mio luogo d’arrivo sull’orologio Cerco di minimizzare l’effetto del jet lag, mi idrato molto, faccio delle pratiche yogiche con le mudra, stimolo dei punti energetici, applico olio su piedi e ginocchia e indosso un cappello per il freddo dell’aria condizionata! E quando arrivo cerco di connettermi al ritmo della terra in cui sono atterrata. Sto in piedi per prendere la ultima luce serale e mi sveglio per vedere la luce del mattino. In questo modo bastano 24 h per dare un messaggio al sistema.

 

Intervista a Uma Dinsmore Tuli di Nadeshwari Joythimayananda

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