“Gentilezza insieme a coraggio significa prendersi la responsabilità delle proprie azioni e del proprio essere nel mondo. In modo ancora più sintetico accettare la responsabilità di essere umani” Gianrico Carofiglio

Sai che puoi prenderti cura della tua salute e che puoi scegliere azioni che ti facciano stare bene? Conosci quali sono queste azioni per te? Ti impegni a sceglierle ogni volta che ne hai l’occasione?

E’ più facile delegare che prendersi la responsabilità del proprio agire ma è proprio attraverso questo atto che ci riprendiamo il potere sulle nostre vite e sulla nostra salute.

Se riflettiamo sulla parola responsabilità, quale abilità a rispondere a ciò che accade nella realtà ci accorgiamo che possiamo sempre scegliere in qualche misura le nostre risposte.

Secondo questo principio possiamo iniziare ad agire coerentemente con i nostri valori per il nostro bene e di chi ci è vicino. Per riuscire a farlo è utile avere alcune informazioni e aver fatto alcune esperienze. Ci aiuta avere qualcuno di cui ci fidiamo a cui porre le giuste domande per chiarire qualcosa che non sappiamo, e avere il coraggio di continuare a dubitare mentre un passo alla volta scopriamo nuove verità.

Tu conosci il tuo corpo? Sai come funziona? Hai fiducia in ciò che sa fare? Dovresti.
Siamo arrivati fin qui grazie a continui adattamenti al mondo delle nostre funzioni. Se imparassimo a fidarci delle nostre possibilità e ad agire per il meglio con quello che abbiamo staremmo già contribuendo a costruire il futuro.

Impariamo ad onorare la sacralità della vita, a valorizzare quello che sentiamo scontato: aprire gli occhi al mattino, avere aria da respirare, acqua da bere e cibo di cui nutrirci.
Ricordiamoci ogni giorno delle meraviglie dei nostri sensi che ci permettono di godere della vita. Questo è nelle nostre possibilità e responsabilità sempre.
I bambini possono aspettare che qualcun altro trovi soluzioni ai problemi. Noi siamo adulti e possiamo, ognuno per sé, e prima o poi insieme, risolvere le nostre difficoltà e dare valore a ciò che sentiamo averne.

Oggi scrivo per raccontarti quanto potere hai sulla tua salute che ancora non stai usando. Questo potere si esplica nelle tue semplici scelte e azioni quotidiane.

In molti hanno paura della malattia e la paura è un’emozione che ha una sua funzione: ci permette di proteggerci da un pericolo, di metterci al sicuro, ma se è troppa ci blocca e ci impedisce anche di fare qualcosa che ci possa salvare.
Cos’altro possiamo fare? Possiamo ricordare che il nostro sistema immunitario non è solo difesa, ma anche riconoscimento di sé e dell’altro, tolleranza, rispetto e collaborazione.
Su questo vorrei porre l’accento, perché ognuno di noi possa nutrire se stesso e il mondo.
Le sfide arrivano per farci evolvere e se vogliamo evolvere dobbiamo affrontarle con coraggio e con tutti i nostri strumenti, tutti quelli che abbiamo raccolto fino ad oggi, conoscenze ed esperienze che possiamo mettere al servizio degli altri, in una rete di interazioni in cui ciascuno possa incontrare ciò che gli occorre.
Riconoscere chi siamo significa dire Sì alle nostre ispirazioni, affidarci al nostro intuito e ai nostri sensi per scegliere le nostre azioni integrandole con le nostre informazioni e i nostri pensieri.
Dire Sì é accogliere noi stessi, dire NO é riconoscere cosa non va bene per noi. Imparare a fare questo ogni giorno sarebbe già molto. Tu sai farlo?

Siamo chiamati ad unire le forze, a riconoscere chi vibra come noi intorno a noi e a compiere azioni insieme, confrontandoci.
L’esperienza che stiamo vivendo oggi ci sta dando un messaggio importante: siamo diventati troppo bravi a difenderci da farci del male da soli. Sono molte le manifestazioni di squilibrio a carico del sistema immunitario: malattie autoimmuni (attacchiamo persino noi stessi), allergie (ci difendiamo in eccesso da qualcosa che in realtà non ci farebbe nulla); malattie infiammatorie croniche (molto spesso lottiamo contro qualcosa che noi stessi abbiamo scelto di far entrare nel nostro corpo), immunodeficienze (non ci difendiamo dagli agenti effettivamente patogeni).

Nei confronti del Covid-19 il disequilibrio della risposta immune prima ritardata e poi eccessiva e disregolata ci racconta che non sappiamo regolare le nostre reazioni agli attacchi esterni e forse anche altro. Mi verrebbe da dire troppa rabbia prima repressa e poi esplosiva e senza reale confronto con la realtà. La rabbia è l’emozione che arriva quando qualcuno ostacola i nostri obiettivi.
E se l’obiettivo che avevamo scelto fosse quello sbagliato? Stando ognuno chiuso nella propria casa abbiamo avuto l’occasione di riconnetterci al cuore. Non tutti l’hanno fatto. Facciamolo ora. E’questo che siamo chiamati a fare: rivedere il nostro obiettivo di vita e di costruzione della nostra realtà.

Quello che è accaduto è che non sappiamo più fermarci. Non sappiamo più spegnere l’incendio e questo ci racconta che non c’è più equilibrio tra le parti: chi attacca e chi difende.
Il sistema immunitario è complesso per la quantità di cellule che lo compongono ognuna ha il proprio ruolo e le proprie caratteristiche. Ognuna produce citochine e chemochine che stimolano le compagne di viaggio ad attivare reazioni e movimenti differenti e specifici.

Ci sono molecole che attivano e altre che disattivano e questo accade anche nella nostra società: ci sono persone che stimolano la battaglia e altre che sostengono la pace.

Quello che il corpo di molti ci sta raccontando oggi è che questo equilibrio si sta perdendo, ma è nostro potere e responsabilità recuperarlo.
Abbiamo bisogno di tolleranza e collaborazione più che di difesa. Abbiamo bisogno di più gentilezza che attacco. Non abbiamo però bisogno di sfiducia e resa, di inerzia e pigrizia, perché altrimenti ci lasceremo trasportare da quello che già c’è.
E’ il momento di partecipare tutti, ognuno con le sue risorse, di smettere di criticare l’altro e iniziare ad agire secondo il nostro sentire nella misura in cui è possibile farlo. C’è bisogno di gentilezza non di lotta, di ascolto non di critica. C’è bisogno di gioia e gratitudine, queste sono le emozioni che fanno funzionare bene il nostro sistema immunitario.
E’ difficile quando muore una persona cara o vediamo un’ingiustizia grande, ma ognuno si permetta di vivere la sua tristezza e la sua rabbia dentro di sé e di trasformarla nell’azione d’amore che porterà all’evoluzione. Anche la tristezza è risorsa se sappiamo ascoltare, il compito della tristezza è riparare le ferite, rinforzarci e chiedere aiuto quando da soli non ce la facciamo.

Abbiamo strumenti che non stiamo usando pienamente per la nostra salute e il nostro benessere e quindi anche per quello del mondo in cui viviamo. Non sono separati. Siamo una cosa sola e se partissimo da questo pensiero sceglieremmo sicuramente le migliori azioni da compiere. Essere in relazione con l’altro, comunicare la propria verità, da cuore a cuore, comprendere l’altro e rispettarlo è un passo necessario per la nostra evoluzione come specie.

Cosa possiamo fare in pratica per sostenere il nostro sistema immunitario e permettergli di ritrovare equilibrio?

Scegliere ciò che introduciamo nel nostro corpo, quali cibi, quali immagini, quali parole, quali pensieri, quali esperienze (possiamo scegliere sempre, anche se è più semplice dare la colpa a qualcuno che ci somministra qualcosa);
Riconoscere all’interno di quanto scritto sopra cosa ci nutre e cosa ci distrugge, cosa ci fa evolvere e cosa ci danneggia;
Imparare a dire i nostri Sì e i nostri No con determinazione e coraggio;
Elaborare attraverso i nostri cervelli (testa, cuore e pancia) l’esperienza che abbiamo vissuto;
Assimilare ciò che ha senso per noi per costruire e far crescere il nostro corpo e aumentare le nostre risorse;
Buttare quello che non va per noi, scartare ed eliminare ciò che ci intossica e poi non sceglierlo più.

Questo è il nostro sistema digerente integrato con tutti gli altri sistemi.
Nutrirsi in fondo è l’esperienza base primaria della vita, quella che ci permette di rimanere vivi e in questa accezione nel nutrirsi c’è anche l’incontro con l’altro e con l’ambiente. Evolvere significa creare qualcosa di nuovo e trovare nuove risposte ai problemi ed è solo attraverso l’interazione e lo scambio reciproco che potremmo fare passi avanti nel nostro cammino di vita.

Oggi ti invito a fare un’esperienza.
A ripartire dall’attenzione a te senza dimenticare il contesto.
Osserva quando scegli per te nella tua vita cosa scegli,
osserva se riconosci ciò che è buono per te e ciò che non lo è,
osserva se ti permetti di cambiare dopo la tua scelta, se ti accorgi che non era quella giusta. Osserva se e come sei in relazione con gli altri, se ti fai aiutare da chi è diverso da te, se accogli le differenze dell’altro senza farti trasformare in qualcosa che non sei.
Osserva se lasci andare gli errori tenendo solo la memoria di averli fatti per non ripeterli senza il rimorso per averli commessi.
Osserva se ti concedi di fare oggi quello che hai sempre saputo essere giusto per te senza il rimpianto per non averlo fatto fin qui.
Osservati e stai con gli altri.

Qualunque cellula del sistema immunitario tu sia c’è bisogno della tua energia e delle tue qualità come delle qualità di tutte le altre. Non stare indietro.
L’equilibrio ha bisogno di ognuno di noi.
Un abbraccio grande,

Sara Massone

saramassonenutrizionista.it

sara.massone@gmail.com

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