Quando siamo impegnati nell’esplorazione della vita e del suo movimento in continuità. . . Incontriamo il grande mediatore tra Dentro e Fuori, la distensione e la contrazione, che è. . . la PAUSA. La pausa è la non-azione da cui nasce tutta l’azione, la madre del flusso, la sottile potenzialità pulsante che precede la manifestazione. Per immergersi nelle profondità della pratica YogaSOMATICS, è vitale che diventiamo amici intimi con la pausa. . . poichè è qui dove iniziano la comunione e la guarigione.

La sorgente e il flusso

Come qualsiasi fiume o corso d’acqua, il flusso nasce da una fonte. Spesso non conosciamo l’origine della fonte. A volte nella nostra curiosità, andiamo a cercare la “fonte”. Metaforicamente, potrebbe essere “sotterranea”. Può essere congelata sotto forma di “ghiaccio” o in alto sopra le nostre teste in un “alto tuono”. Nella ricerca della fonte, a volte seguiamo “a ritroso il corso del fiume”. Il cercarla può farla ulteriormente ritrarre. La ricerca della fonte può iniziare e terminare qui e ora quando riconosciamo che la fonte è inerente al flusso. Da un punto di vista olistico, una singola goccia equivale all’intero oceano. Quando ci lasciamo andare alla pausa e ascoltiamo lievemente con la nostra consapevolezza e il nostro cuore, possiamo percepire l’essenza, l’origine, la potenzialità latente da cui nasce il flusso. Nessuna ricerca ci avvicina alla fonte del flusso più di quanto non ci siamo già in questo momento.

Seguire l’espirazione e l’espirazione è uno dei modi più naturali per conoscere il flusso e le tasche di pausa all’interno del flusso. Non c’è bisogno di cambiare o manipolare il respiro per essere qualcosa di diverso da quello che si è già. Il semplice atto di notare il tuo respiro aiuta a creare equilibrio e col tempo ogni cambiamento necessario nella tua respirazione avverrà naturalmente. I nostri corpi sono una miracolosa mescolanza di complessità intelligente corpo-mente-emotiva, che quando viene dato l’ambiente giusto, fluisce naturalmente verso uno stato di ricettività ed equilibrio. Semplice accorgersi del respiro, semplice accorgersi di noi stessi, proprio come siamo, qui, proprio ora. . . è il primo passo per creare quell’ambiente sano. Quando rallentiamo in noi stessi, diventiamo contenitori più sensibili per la nostra percezione somatica e l’esperienza incarnata.

Il flusso è nella tua natura

Corsi della natura, flussi e pause. I frutti tornano a terra dopo la lunga stagione estiva per fermarsi (decomporsi) nella terra fresca e umida. I semi riposano, in stato di gravidanza con potenzialità latenti pronti a ritornare al ciclo di crescita della vita nelle condizioni perfette in primavera. Anche noi siamo magnifiche manifestazioni del mondo naturale. Anche noi viviamo in cicli intrinsechi di nascita, crescita, morte, trasformazione, pausa e rinascita. YogaSOMATICS funge da “laboratorio vivente” sicuro e supportato in cui possiamo accettare, vivere e sperimentare la natura ciclica della vita. Ciò che apprendiamo all’interno di una pratica YogaSOMATICS può quindi essere messo in evidenza nel modo in cui viviamo le nostre vite quotidiane in risonanza con i cicli della natura.

As the practice of YogaSOMATICS endless, goal-less and with “nothing to fix”, there is no need to try to accomplish or arrive at the end. What’s the hurry? No “award” awaits the end of a sequence well executed in the “right” amount of time. In YogaSOMATICS, the movement is an experience that satisfies itself. Enjoy each moment of its luxurious flow. Don’t be concerned to “finish”. The cycle tends to find its own “finish” that may or may not look like what you expected. Like this, you will have all the time in the world to “drop into the pause”. ENJOY!

La paura della pausa

La nostra società moderna ci ha condizionato attraverso gli input e l’azione. Ci è stato insegnato che se non “facciamo qualcosa”, siamo pigri o resteremo indietro o “perderemo terreno”. Da una prospettiva neurologica, essere in costante azione è controproducente.

Poiché la pratica di YogaSOMATICS è infinita, senza obiettivi e con “niente da risolvere”, non è necessario cercare di realizzare o arrivare alla fine. Che fretta c’è? Nessun “premio” attende la fine di una sequenza ben eseguita nel tempo “giusto”. In YogaSOMATICS, il movimento è un’esperienza che si soddisfa. Goditi ogni momento del suo flusso prezioso. Non preoccuparti di “finire”. Il ciclo tende a trovare la propria “completezza” che può o meno apparire come previsto. In questo modo, avrai tutto il tempo del mondo per “lasciarti andare nella pausa”. GODERE!

La pausa è parte integrante del processo di ascolto profondo nella pratica. È il resto, la maggese, il riassorbimento, l’onore della potenzialità latente, la fiducia nei ritmi dell’universo.

Ci vuole coraggio per PAUSA, perché la nostra società in genere non supporta questo paziente ascolto interiore. La pausa offre l’opportunità di ascoltare profondamente dentro di sé. Dà l’opportunità di ascoltare la voce della nostra Verità. Dà l’opportunità alla crescita della forza vitale. Dà la possibilità di espandere la nostra percezione del mondo che ci circonda. Ci consente di riconoscere che possiamo essere contemporaneamente autonomi E in condivisione collaborativa tra noi. Ci dà l’incentivo a conoscere i nostri ritmi organici individuali LIBERI da credenze imposte culturalmente e cadenze meccanizzate.

Come possiamo davvero essere noi stessi se non ci siamo fermati ad ascoltare chi siamo veramente? Ascolta profondamente i desideri del tuo cuore e i tuoi ritmi naturali, i richiami delle tue cellule, il movimento del tuo fluido. Una pratica YogaSOMATICS può dare spazio e contenimento alla tua indagine interiore.

Momento di integrazione

La pausa è l’addormentarsi o semplicemente uscire. La pausa non è un “arresto”. La pausa (“quiete”) è leggera e ampia presenza, piena consapevolezza di come semplicemente le cose sono. . . proprio adesso. . . e una testimonianza personale di come pulsano, cambiano ed evolvono. È la volontà di fluire con il cambiamento. Pausa equivale ad integrazione. I movimenti, il contatto e l’input sensoriale di una pratica yoga sensibile possono introdurre una miriade di nuove informazioni neurologiche nel nostro sistema nervoso. Questa nuova informazione arricchisce ed amplia la capacità del sistema nervoso di adattarsi e rispondere a nuove situazioni. L’integrazione è molto importante.

Una volta che nuove “informazioni” siano state introdotte nel sistema nervoso, un periodo di pausa (o immobilità) è essenziale affinché i nostri sistemi abbiano il “tempo e spazio” per integrare ciò che hanno appreso. Senza la pausa, può verificarsi un sovraccarico di informazioni. In caso di sovraccarico, essenzialmente tutti i sistemi si spengono in una modalità di autoprotezione. Tutti i sistemi di vita sani prosperano in questo ciclo di input e quindi integrazione. A livello base, pensa alla digestione. Immagina di mangiare e mangiare senza sosta e di non dare mai tempo al cibo che assumi di essere digerito. Quello che avrebbe potuto essere un potenziale nutrimento diventa un sovraccarico tossico e i nostri biosistemi intelligenti si fermano per dirci è “abbastanza”. La funzione è la stessa con qualsiasi input che giunge al nostro sistema, sia che si tratti di cibo, movimento, contatto, informazione, processo mentale, relazione, ecc. Tutti i sistemi viventi hanno bisogno di un equilibrio di input e integrazione per la salute.

Poiché siamo tutti unici, alcuni “sistemi”  integrano più rapidamente; altri potrebbero aver bisogno di più tempo per assorbire. Alcuni hanno bisogno di più input, altri meno. Quindi, sei invitata a rallentare, notare la vita intorno a te ed abituarti a quella lunga, lenta fusione nella Pausa. . . guarda cosa succede! Potresti essere deliziosamente sorpresa da tutto ciò che “accade” al di sotto degli eventi frenetici della vita di tutti i giorni. . . i movimenti intricati e sottili della vita sono così affascinanti e possiamo sentirci intimi nel profondo ascolto della pausa. Ahhhh!

Ateeka

 

Estratto da “LOVE IS UNDER MY SKIN: Experiments in Living Yoga”

 

www.yoga-somatics.com