Destino, libero arbitrio… e astrologia

“L’essenza della mia posizione è presto detta: che gli astri abbiano una qualche influenza sulla gente, lo si vede abbastanza con chiarezza, ma quale sia specificamente questa influenza rimane un mistero… Le stelle non impongono alcunché, non annientano il libero arbitrio, non decidono del particolare destino di un individuo; esse però imprimono nell’anima un particolare carattere. ‘La persona, al primo accendersi della vita, riceve un carattere e un modello di tutte le costellazioni del cielo, o della forma dei raggi che inondano la Terra, che conserverà fino alla tomba”. (Keplero)

Si tratta di un tema da fare tremare i polsi a chiunque, perché la questione del “Destino e del Libero Arbitrio” è da sempre centrale nella vicenda umana.

Prima di addentrarsi nella disamina, è buona prassi definire che cosa si può intendere per libero arbitrio. Questa espressione indica che gli atti che l’uomo compirà nell’arco della vita saranno dettati da sue scelte autonome, e non predeterminate da forze superiori, sia di tipo soprannaturale che naturale.

Appare chiaro che questo concetto si sia andato definendo nel tempo man mano che l’uomo passava attraverso le varie esperienze religiose ed evolutive: basti pensare ai problemi posti ai primi teologi cristiani su questioni come il male e la predestinazione. S. Agostino, nella cui opera questo tema avrà il massimo rilievo, distinguerà il libero arbitrio dalla libertà perfetta perduta irrimediabilmente in seguito al peccato originale, per cui l’uomo sarà attirato anche dal male da cui potrà essere salvato dalla grazia divina, mentre la teologia contemporanea riconosce all’uomo la facoltà di operare per la propria salvezza.

Nel mondo classico sarà dominante l’idea del “Fato” inteso come destino irrevocabile e a cui nessuno si può sottrarre.

Una eccezione a questa visione penalizzante è rappresentata dal mito di Er contenuto nell’ultimo libro della Repubblica di Platone. Er è un valoroso soldato morto in battaglia, al quale viene concesso di ritornare dall’Oltretomba per narrare quello che ha visto: i giudici che assegnano ad ogni anima il posto che si è meritata in base agli atti della vita appena conclusa, e quanto precede il ritorno delle anime sulla terra. Costoro vengono condotte in presenza delle tre Moire e avranno una certa libertà nella scelta del tipo di vita che si preparano a intraprendere: questa libertà sarà direttamente condizionata dall’evoluzione e dal grado di saggezza raggiunti. Ecco che per la prima volta entra in campo la responsabilità personale. Come dirà la Moira Lachesi: “la virtù è senza padrone e ciascuno ne avrà di più o di meno a seconda che la onori o la spregi. La responsabilità è di chi sceglie, il dio non è responsabile”. Da notare che nella nuova esperienza l’anima sarà accompagnata da un “Daimon”, una sorta di Guida che l’ aiuterà ad aderire al programma scelto.

ruota pianeti

Anche James Hillman, filosofo e psicoanalista statunitense, nel suo libro “ Il Codice dell’Anima” (1) fa riferimento a questo mito e parla di carattere, vocazione, destino ed è qui che il ruolo dell’Astrologia si può definire.

Ogni tema di nascita, se ben studiato e meditato, offre la possibilità all’Astrologo esperto di capire con che bagaglio si presenta quell’Anima nella sua nuova incarnazione e quale, a grandi linee, è il programma scelto. Quindi il libero arbitrio viene spostato a prima della nascita, al momento della scelta, come già aveva intuito il grande iniziato di Atene. E’ chiaro che la scelta sarà tanto più libera quanto più l’anima avrà raggiunto un alto livello evolutivo e non sarà più costretta a sottostare alle Leggi del Karma che impongono che ad ogni causa corrisponda un effetto; nel contempo una anima matura vedrà restringersi le opzioni particolarmente personalizzate, per privilegiare percorsi che includano azioni di servizio svolte a favore dei fratelli meno evoluti.

Sono inoltre convinta che l’anima sia aiutata, nella sua delicata decisione, da Esseri di Luce preposti a questo compito, che in alcuni casi possono poi fare la funzione del Daimon platonico.

Appare evidente che l’Anima che si è incarnata non può portarsi appresso tutte le memorie delle vite precedenti che l’appesantirebbero e le toglierebbero la giusta dose di libertà per vivere quella vita. Ma quanto è veramente libera? Per forza di cose non si può trattare di una libertà totale perché le posizioni dei vari pianeti, a cominciare dal Sole che rappresenta l’Io profondo, nelle varie costellazioni e il rapporto tra di loro, rappresenta una mappa che condiziona i comportamenti, i bisogni, le attitudini, in maniera più o meno evidente all’Anima stessa. Questa dunque è la vera funzione dell’Astrologia, ossia di innescare un processo che permette di conoscere il proprio progetto di vita, gli ostacoli che si incontreranno e che dipenderanno principalmente da nostre inadeguatezze, ma anche le qualità già presenti e collaudate nelle varie vite precedenti; il dono più grande che l’Astrologia può dare a chi si pone delle domande sul senso della vita e sul perché siamo portati, spesso nostro malgrado, a comportarci in maniera istintiva e a volte compulsiva, è proprio questo: la conoscenza di se stessi e quindi l’accettazione e l’adesione al proprio progetto di vita che ha sempre uno scopo evolutivo.

Desidero concludere con una considerazione personale: sono nata con il Sole in Capricorno e, volente o nolente, questo Archetipo severo ed impegnato ha caratterizzato la mia vita; a volte ho desiderato essere più leggera, meno severa con me stessa, ma negli anni sono riuscita appena a scalfire la roccia .

Lo studio dell’Astrologia e la ricerca spirituale protratta negli anni mi hanno aiutato ad accettare il mio “destino” non particolarmente facile, con la consapevolezza che nessun “dio” poco amorevole aveva presieduto alla mia nascita, ma che piuttosto avevo deciso, attraverso le difficoltà, di dare una accelerazione alla mia evoluzione.

Germana Accorsi Verdi

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Note:
(1) James Hillman, Il codice dell’anima. Carattere, vocazione, destino