La nostra vita è “in pericolo” dal giorno in cui siamo nati.

La morte é parte della vita, é cambiamento ed evoluzione, senza la morte non esiste la vita. All’interno del nostro stesso corpo cellule nuove nascono e muoiono continuamente ed é questo che ci permette di continuare a vivere, se così non fosse, se le cellule danneggiate non morissero, se le cellule che non riescono più a compiere le loro funzioni continuassero ad esistere noi vivremmo molto poco e molto male.

Allo stesso modo accade anche fuori di noi nell’universo: ci sono esseri che nascono ed esseri che muoiono e questo permette l’evoluzione del mondo, che si trasforma e si adatta al cambiamento che avviene.
Questo è il tempo di accettare la morte come parte della vita e smettere di averne paura.
Cosa temi? Morire é necessario a vivere.

Parti di noi devono morire per permetterci di crescere. Il nostro utero si rinnova ogni mese preparandosi ad accogliere una nuova vita e assieme ad esso sfumature di noi lasciano spazio ad altro. Così accade ad ogni organo con tempi diversi. Ciò che non può essere realizzato lascia spazio a qualcosa che possa esistere. Se rimaniamo ancorati a ciò che non è stato o non è potuto essere non ci permettiamo di lasciare esistere quello che invece potrebbe nutrire ancora il mondo di bellezza.

Non aver paura di morire, permettiti di vivere.

La paura di morire ci concede soltanto di sopravvivere senza lasciarci essere ciò che potremmo essere, senza lasciarci godere della bellezza della vita finché esiste.

Davvero accetti di smettere di vivere per paura di morire? Smetti di abbracciare per paura di essere contaminato/a inquinato/a contagiato/a dall’altro? Per paura di contaminare, inquinare contagiare l’altro?
La vita è nata dalla contaminazione. In ognuna delle nostre cellule é integrato un proteobatterio trasformato che é diventato la centrale energetica della cellula stessa. Non saremmo vivi oggi se non ci fossimo permessi di lasciarci contaminare. All’interno del nostro corpo sono presenti trilioni di batteri e virus, più delle nostre stesse cellule eucariote che sostengono le nostre funzioni biologiche, le completano, le permettono e vivono in simbiosi con noi. Non saremmo capaci di utilizzare alcuni nutrienti senza di loro. Non sapremmo produrre sostanze che ci occorrono senza il loro contributo.

Nella nostra società oggi ci sono persone diverse con caratteristiche diverse, che pensano cose diverse e fanno scelte diverse ed ognuna è essenziale per il passaggio che ci stiamo preparando a compiere. Stiamo diventando qualcosa di nuovo. Dobbiamo cambiare perché ciò che siamo stati e ciò che abbiamo creato non è più compatibile con la vita, i messaggi sono chiari.

Non è aggrappandoci a ciò che eravamo che possiamo fare quel salto che oggi ci si chiede con insistenza di compiere. Quel terreno su cui i nostri piedi poggiavano non è più un terreno sicuro. Si sta sgretolando, si sta sciogliendo, si sta scaldando, sta bruciando, sta franando.

Dobbiamo avere il coraggio di saltare altrove, di trovarne uno nuovo. Di trovare una nuova terra che ci possa reggere. Di trovare un nuovo modo per calpestarla, imparando a camminare in punta di piedi e lentamente per non distruggerla ancora.

Possiamo guardare ciò che resta. Possiamo ricominciare a prenderci cura del terreno che ci ospita con amore, rispetto e riconoscenza. Possiamo usare le mani per accarezzare quella terra. Possiamo farci muovere dal vento, lasciarci colpire dall’acqua di una cascata e stringerci forte gli uni agli altri, tenerci per mano, abbracciare le nostre diversità, accoglierci per quello che siamo, amarci profondamente e onorare le nostre differenze perché tutte occorrono al mondo.

C’è una sola cosa che non occorre più ed é lo screditare l’altro per sentire di valere, l’uccidere l’altro per paura di morire, non ascoltare l’altro per paura di cambiare.

Oggi io scelgo di esistere così come sono, di accogliere ciò che sento, di agire quello che mi permette di sentirmi viva, felice, allineata al mio cuore, aperta al mondo, innamorata della vita e degli esseri viventi. Oggi decido di essere parte della natura tutta, senza schierarmi con o contro un pezzo di essa. All’interno del nostro corpo le cellule nascono, crescono e muoiono quando non servono più. Così accade nel mondo.

Esistono due tipi di morte: la necrosi e l’apoptosi, la famosa morte cellulare programmata. Oggi stanno accadendo entrambe. Io ho fiducia nella vita, mi affido e accetto ciò che accade. E mentre tutto questo accade continuo a svolgere il mio compito di cellula.

Io che cellula sono? E tu che cellula sei? Quale è il tuo ruolo? Lo stai compiendo?
Non c’è bisogno di cellule tutte uguali.

In un organismo che possa funzionare c’è bisogno di cellule diverse che svolgano e portino avanti compiti diversi. Perché non possiamo concederci, come natura ci insegna, di essere ognuno semplicemente ciò che è? C’è spazio per ogni vita, per ogni sentire, per ogni pensiero. Perché non ci permettiamo di prenderci davvero le nostre responsabilità per ciò che sentiamo giusto nel nostro cuore? Il nostro corpo sa quando stiamo portando avanti la nostra azione nel mondo. Stiamo bene.

Perché pretendiamo che siano gli altri a fare quello che sentiamo di dover fare noi invece di farlo e basta lasciando che l’altro possa compiere la propria azione?

Tutto è necessario, tutto è importante.

Quando le cellule del nostro corpo smettono di rispettare l’inibizione da contatto e iniziano a crescere troppo ci sono i tumori. Ebbene anche loro a volte servono e servono perché sta accadendo qualcosa di nuovo, di imprevedibile e difficile da affrontare e allora provano a crescere di più perché c’è bisogno di un numero maggiore di loro per far fronte all’imprevisto ma poi il problema si risolve e loro devono morire. E se non lasciamo che muoiano l’organismo intero rischia.

Ora cosa dobbiamo comprendere? Cosa sta accadendo? In che fase siamo del processo?
Oggi l’organismo che siamo come universo sta affrontando un difficile compito.

É richiesto un profondo rinnovamento e possiamo scegliere di compierlo o morire. Quello che è stato non potrà più essere.

Come il bruco ci stiamo trasformando in farfalla. E questo necessariamente richiede la morte e la nascita di qualcosa di totalmente nuovo.

Non avere paura di quello che stai perdendo, non puoi nemmeno immaginare quanto sarà bello volare. Ricordi il tuo primo respiro? Sembrava di morire in quel momento e invece nascevi. Potresti pensare ora di non respirare?

Non avere paura. Siamo qui per evolvere, per crescere, per cambiare, per imparare, per scoprire. Siamo qui per relazionarci l’uno all’altro, siamo qui per lasciarci trasformare da ogni singolo incontro, da ogni parola che ci viene sussurrata all’orecchio o urlata in faccia. Siamo qui per abbracciare la vita e continuare ad esistere in nuove forme e in nuove funzioni. Non aver paura di non poter essere quella o quello che sei stato fino ad oggi. Puoi essere anche altro ed é forse il tempo di scoprire cosa, forse sarà ancora più bello di ciò che conosci. Non aver paura, apriti alla vita.
Per poter continuare a vivere qualcosa di te deve morire oggi.

Lascialo andare e diventa ciò che sei destinato ad essere, da seme a pianta, da fiore a frutto.

La natura lo sa, lo ha sempre saputo e anche tu sei natura. Non avere paura della morte.
La morte é necessaria alla vita.

Oggi ti invito a guardarti negli occhi con amore. Ad abbracciarti in tutto ciò che sei ad accogliere quello che potresti diventare. Oggi ti invito a respirare, a muovere il tuo corpo, a sorridere alle persone che incontri, a dire una parola gentile a chi potrebbe avere bisogno di ascoltarla.

Ti invito ad abbracciare chi si lascia abbracciare perché non hai idea di quanto questo ti rinforzi e rinforzi l’altro.

Ti invito a sentire che non siamo separati anche se diversi. Che possiamo collaborare proprio grazie alle nostre diverse posizioni.

Siamo sulla stessa terra, sotto la stessa acqua. Se ci stringiamo le mani e, ognuno per se’, ma uno accanto all’altro,  ci concediamo di sentire, scegliere, chiedere, ricevere, dare, rispettando il confine e il limite nostro e dell’altro, ascoltando e accogliendo quello che arriva da dentro e da fuori, maschile e femminile, luce e ombra, intensità e tenuità, velocità e lentezza, con pazienza,  forza e dolcezza allora costruiremo la meraviglia che siamo qui per realizzare.

Ognuno ha la sua parte da compiere.

Tu che credi di non andare bene sei proprio quello/a che può fare di più, é ora il tuo tempo. Ti sei preparato/a tutto questo tempo per essere qui ora e portare nel mondo tutte le novità che servono all’evoluzione. Prenditi cura di te e della tua diversità, credici, coltivati con amore ogni giorno.
Abbraccia e lasciati abbracciare, non solo guarirai te ma contribuirai a guarire il mondo che ti ospita e finalmente riconoscerai il tuo grande valore.

Abbi il coraggio di essere vivo/a oggi a modo tuo!

Ti abbraccio anche io

Sara Massone

 

saramassonenutrizionista.it

sara.massone@gmail.com