Se dai millenni di permanenza dell’homo sapiens nel sistema solare, avessimo ereditato anche solo un pò di saggezza, forse non avremmo più bisogno di scomodare l’idea di “sacro” per celebrare la diversità e l’interezza che siamo. Ha lo stesso colore infatti, ai nostri occhi, il sangue sotto la pelle…

Eppure, nel nuovo secolo appena iniziato, la menzogna della razza, come l’idea folle della superiorità della specie umana sulle altre forme di vita, inquinano ancora il senso profondo del magma pulsante di esistenza, potente e interrelata, che abita il pianeta Terra.

“Il sangue sotto la pelle”, è ispirato dalla genialità creativa delle afrodiscendenti. Ha origine dalla trasmissione transculturale orale ed esperienziale che ha viaggiato attraverso i secoli, gli organismi ed i cuori: è un breve testo estraneo ai deliri di proprietà intellettuale, che puoi scaricare e stampare gratuitamente dal link in fondo alla pagina.

Nasce come compendio al laboratorio esperienziale “Colori Umani: per la decolonizzazione dei corpi, delle relazioni e delle culture“, che ha preso vita a Genova nella Primavera del 2022.

Vuole essere un ponte tra la teoria e la pratica…

Disseminare trasformazione implica oggi attraversare luoghi di scomodità, spazi di incertezza e di meraviglia in cui gli studi e le esperienze nell’ambito delle psicologie dello sviluppo, delle teorie sull’attaccamento sicuro e della risoluzione del trauma personale, culturale e collettivo, possono fornire strumenti nuovi e generativi. Comporta passare dalla complicità silente col privilegio, alla responsabilità della solidarietà attiva e dell’azione diretta.

Questo scritto è un piccolo seme, una porta già aperta sul possibile, un’onda nella corrente di un fiume che giunge al mare.

Fino a quando la vita sarà definita dal profitto, dal pensiero lineare e dalla disumanizzazione istituzionalizzata, per molti, sensazioni e sentimenti non avranno diritto di esistere. Essa rimarrà inscritta in un codice sterile, un insieme di dati, un problema da risolvere a livello razionale.

Ma se impareremo insieme ad immergerci nel buio e nel mistero dei nostri corpi, nel flusso incessante sotto il rumore dei pensieri, nelle profondità oltre gli strati ghiacciati di dissociazione e negazione ereditati dalle paure congelate delle nostre ave e dei nostri avi, potremo forse osservare lo sbocciare di inimmaginabili forme di creatività e coscienza attraverso le quali partecipare alla realtà in modo nuovo.”

 

Il sangue sotto la pelle