La nave dei folli – bollettino radiofonico di critica radicale alla società cibernetica

Trasmissione registrata nell’estrema periferia montana della città metropolitana, affronta le molte questioni sollevate dall’applicazione di quei principi cibernetici che oggi trovano la loro definitiva realizzazione, nella società nel suo complesso come in ogni singola persona, attraverso il pilotaggio del sistema mondo in stato di allerta: ibridazione biomeccanica, gestione informatica, militarizzazione, controllo tecnologico, tirannia sanitaria.

Con riflessioni, approfondimenti, contributi dall’Italia e dall’estero, letture, musiche e brani cinematografici, solcherà i mari burrascosi della realtà in cui viviamo fatta di 5G, manipolazioni genetiche, trattamenti sanitari obbligatori, centrali nucleari… e di Stati e aziende che le impongono e ci lucrano sopra; ma anche di tutte le forme di resistenza e lotta nate per opporsi a questo inevitabile naufragio e seguire fin da subito rotte radicalmente diverse.

email: lanavedeifolli@protonmail.com

 

 

 

Episodio 3.4

 

Riprendiamo dopo una lunga interruzione il flusso delle pagine di uno dei nostri libri di bordo, L’impero cibernetico di Celine Lafontaine, che avevamo abbandonato, presi da importanti manovre, verso la metà degli anni ’60, all’epoca dell’apparizione sulla scena di Foucault e del manifestarsi di una delle prime voci esplicitamente critiche, quella di Henri Lefebvre che nel 1967 pubblica Contro i tecnocrati – verso il cibernantropo. Dopo alcune immersioni in questo testo al momento lo lasciamo da parte, ma ci tornerà utile a breve, quando incontreremo il temibile sistemismo.

In quell’epoca, dunque, Lefebvre non è stato l’unico a notare i legami tra la cibernetica e lo strutturalismo, che negli anni Sessanta era al suo apice. Merleau-Ponty, in La Nature, analizza il modo in cui cibernetica e teorie strutturaliste affrontano in modo simile il linguaggio. Partendo dai legami tra il linguista Jakobson e il modello informatico di Wiener, critica il fatto che la comunicazione sia trattata come una “cosa” e che il linguaggio sia ridotto a un codice. La logica che vi sta dietro è la stessa che ha portato la cibernetica all’ontologizzazione della macchina, ma entrambe sono smascherate da Merleau-Ponty con una conclusione semplice e netta: «Il codice non è una lingua così come l’automa non è una vita.»

Dal canto suo Paul Ricoeur, che reputa il pensiero di Lévi-Strauss un «kantismo senza soggetto trascendentale», apre un dibattito con lo strutturalismo sulla questione del significato e della soggettività, sottolineando anche lui la parentela tra la concezione del “messaggio” da parte della cibernetica e il rifiuto del significato da parte dello strutturalismo.

Rifiuto del significato che porterà alla ontologizzazione del codice, e che, insieme allo sviluppo della biologia molecolare che lo assimila al modello del codice genetico, preannuncia alcune delle derive filosofiche attuali.

 

Sommario 3.4

  • Introduzione
  • Paolo Ranieri, DALLE ILLUSIONI DELL’UTOPIA AGLI INCUBI DELLA DISTOPIA (XXMilaLegheSotto, 2021)
  • ALTA INFELICITÀ 2021
  • Omaggio a Guadalupe in rivolta
  • Michel Bounan, IL TEMPO DELL’AIDS (415, Torino 1993)
  • Intervista a Luc Montagner (CNews, 17 aprile 2020)

Riferimenti 3.4

  • Barry Hall & The Burnt Earth Ensemble, Terra Zona (Terra Cotta, 2005)
  • Grateful Dead, Fire on the Mountain (Live at Radio City Music Hall, New York, 1980)
  • Watcha Clan, El quinto regimiento (radio Babel, 2001)
  • Quentin Tarantino, Pulp Fiction (1994)
  • DJ ALBERTINI – TSO senza limiti (Sheep of Fools Records, 2021)
  • Go_A, ШУМ (shum), 2021
  • Schwartzeneggar, Mutual Assured Destruction (The Way Things Are & Other Stories, 1994)
  • Jablkon, Choros + Jablkon + Bugi + Pullitr (Devátá vlna, 1988)
  • Carlo Credi, La regina (Chi è Carlo Credi, 1976)

 

Disegno opera di Pratolongo dalla Rivista “Respiro” n°1 , Marzo 2021