“Il trauma non è mai solo un problema individuale. E non importa quanto sia privato o personale, esso non affetta solo una famiglia o il suo pur intricato albero genealogico. Le conseguenze del trauma invece, gli effetti cumulativi di traumi personali, familiari e storici,  si infiltrano attraverso le comunità, le regioni, i territori e le nazioni.” Thomas Hübl 

Da quest’anno Matrika  inizia una nuova collaborazione con il Pocket Project nell’ambito dell’elaborazione collettiva e sociale delle memorie traumatiche insite in noi e nelle strutture delle società in cui viviamo. Abbiamo infatti stretto un accordo con Laura Calderon della Barca, psicoterapeuta di Città del Messico, parte del team di ricerca che dal 2016 lavora nel Pocket Project.

Le nostre intenzioni convergono nel lavorare  affinchè sia possibile ad ampie parti della popolazione incontrare il passato in modi più coerenti e con strumenti informati dall’incontro tra scienza e tradizioni ancestrali: intenzione chiara, sensibilità compassionevole, connessione al corpo, presenza, disidentificazione e la sintonizzazione di  campi di coscienza relazionali di gruppo. Recuperare così abilità e qualità umane di base, per sentire da un nuovo spazio condiviso il futuro che si può aprire ad un nuovo “Noi”.

Cos’è il POCKET PROJECT

The Pocket Project è stato fondato da Thomas Hübl e Yehudit Sasportas nel 2016 come iniziativa globale che mira a riportare connessione e coerenza nella frammentazione che c’è negli individui, nelle comunità e nelle società affrontando e sostenendo l’integrazione dei traumi collettivi e intergenerazionali.

Immaginiamo che, integrando il trauma collettivo, possiamo guarire le ferite del passato e spostare l’umanità verso un percorso sistemico emergente e di sviluppo evolutivo.

Lavoriamo all’interno e in collaborazione con le popolazioni di tutto il mondo che stanno vivendo, o hanno vissuto, eventi collettivamente traumatizzanti.

Siamo un’organizzazione senza scopo di lucro e non governativa con uffici e personale volontario a livello globale e siamo finanziati interamente dai generosi contributi di donatori finanziari.

Gli obiettivi principali sono:

  • Educare e formare sia i professionisti che la società civile sull’impatto globale del trauma collettivo e sui processi di guarigione attraverso incontri, corsi di formazione, conferenze e vertici

  • Collaborare con la School of Collective Trauma Integration che forma operatori professionisti per diventare facilitatori di Collective Trauma Integration Processes (CTIP)

  • Avviare laboratori internazionali che convocano gruppi geograficamente e tematicamente specifici per affrontare il trauma collettivo come parte di un processo di ripristino per i rispettivi paesi o argomenti

  • Sviluppare progetti di impatto sociale che supportano servizi e azioni informati sul trauma nelle aree di crisi del mondo

  • Formare un Collective Trauma Integration Center – un’iniziativa dedicata alla progettazione e l’implementazione di processi di integrazione del trauma collettivo per organizzazioni, aziende o paesi in collaborazione con circoli di leadership e organi di governo